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Nei giorni scorsi, personale del Commissariato Borgo-Ognina, ha effettuato controlli straordinari mirati alla tutela degli animali e, in generale, all’illegalità diffusa nel quartiere di Picanello.
Particolare rilievo, assume il controllo eseguito presso un’attività commerciale operante nel settore degli animali, ubicata nel predetto quartiere di Picanello ove il titolare ha occupato un significativo spazio di suolo pubblico davanti la propria attività ponendovi, tra l’altro, piante, sacchi di mangime e cassette per animali; per tale motivo è stato sanzionato per occupazione del suolo pubblico ai sensi dell’art. 20 CdS con obbligo di ripristino immediato dello stato dei luoghi.
Il controllo è stato esteso all’interno dell’attività dove, attirati anche dal guaito, o meglio una sofferenza di un cane, si è riscontrata la presenza di un cane pitbull di grossa taglia chiuso in una piccolissima rientranza scavata in una parete di una stanza di circa mezzo metro quadrato. Detto cane, privo di acqua e cibo, boccheggiante per il caldo, è stato immediatamente rifocillato e il titolare di detto esercizio commerciale indagato in stato di libertà per il reato di maltrattamenti di animali ai sensi dell’art. 544 ter c.p. che prevede la pena della reclusione da tre a diciotto mesi o la multa da euro 5.000 a euro 30.000.
L’indagato ha giustificato l’insano gesto riferendo che l’aveva chiuso poiché nel corso della mattinata altri cani avrebbero dovuto entrare in detto esercizio commerciale per dei trattamenti.
Inoltre, in un terrazzino posto nel retrobottega dell’attività, in un piccolo spazio recintato all’interno di una aiuola di circa un metro quadrato, si è riscontra la presenza di quattro tartarughe tenute in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttivi di gravi sofferenza. Dette tartarughe, infatti, erano tenute anche in questo caso senza acqua e senza cibo, sotto il sole cocente e in un piccolo spazio.
A riguardo, si precisa che il Servizio CITES del Distaccamento Regionale di Carabinieri e Forestale di Catania, ha certificato che appartengono alla specie protetta “Testudo Hermanni” inclusa nell’allegato A Reg. Ce n. 338/97 in applicazione della Convenzione di Washington.
Per i suddetti motivi, il titolare è stato indagato in stato di libertà per il reato previsto dall’art. 1 c.1 lett. f della L. 150/1992 che punisce la detenzione di specie protette a ai sensi dell’art. 727 c.p. per avere tenuto detti animali nelle condizioni sopradescritte.
Le citate tartarughe sono state sequestrate e saranno custodite in un luogo idoneo dove verranno accudite.