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Il sindaco di Catania Enzo Bianco si è recato questa mattina a San Giovanni Galermo per partecipare alle celebrazioni della festa del Santo Patrono, San Giovanni Battista. Il primo cittadino ha accolto il cardinale Paolo Romeo che ha presieduto la Solenne Celebrazione Eucaristica in onore di San Giovanni Battista, con l’omonima confraternita.

Il sindaco Bianco, accompagnato dal presidente della Municipalità, Emanuele Giacalone, dai consiglieri di quartiere Giuseppe Zingale, Santo Arena; dal presidente del Comitato dei festeggiamenti Giuseppe Di Mariano, ha visitato la Grotta di San Giovanni ubicata a pochi metri dalla Chiesa Madre.
Grotta messa in sicurezza dai tecnici del comune che Bianco ha definito “posto di grande suggestione” che deve essere valorizzato con delle iniziative mirate che consentirebbero il suo inserimento nei circuiti turistici che ormai a Catania sono particolarmente ricchi di visitatori.
Ha raccontato Graziella Costanzo che ha fatto da guida durante la visita: “La grotta di San Giovanni Galermo o Grotta della Chiesa è una cavità di origine vulcanica, nata per scorrimento lavico molto probabilmente in epoca preistorica che si estende per circa 80 metri sotto il livello del suolo.

Luogo di spiccato interesse speleologico, naturalistico e turistico è stato per molti anni chiuso, ma mai dimenticato dagli abitanti del quartiere che lo descrivono sempre come un luogo bucolico e ameno. Sono diverse le leggende che hanno sempre avvolto nel mistero la grotta e le varie celebrazioni folcloristiche e religiose che vi venivano svolte. Durante l’epoca greco romana, la cavità era considerata una delle porte degli inferi e molto probabilmente vi venivano svolte le celebrazioni in onore del dio Ade e della consorte Persefone, protettori dei raccolti e dell’agricoltura. In epoca cristiana la leggenda narra che vi trovò rifugio San Giovanni Battista e i fedeli raccontano che durante la notte dormì su una grande lastra lavica che prese il nome di letto del Santo. Durante i secoli venne utilizzata per celebrare riti religiosi o per festeggiare con canti e balli la festa del solstizio d’estate e del Santo Patrono mentre svolse un ruolo importante di rifugio per i Sangiovannesi dai bombardamenti della seconda guerra mondiale”.

 

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