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La proposta di istituzione del parco naturale dei Peloritani è da considerare una proposta di “principio”, in quanto non prevede né impegni di spesa né relative coperture finanziarie, e rappresenta quindi l’avvio di un iter procedurale da portare successivamente a compimento.

Tale proposta ,comunque, assume un’importanza particolare perché dopo decenni di dibattiti e di momenti dialettici è approdata finalmente nella sede legislativa competente.

Inoltre, recentemente, essa è stata correlata all’istituzione di un altro parco naturale denominato “degli Elimi”, in provincia di Trapani.

L’auspicabile istituzione di tali due parchi andrebbe ad aggiungersi ai parchi e riserve naturali di carattere nazionale e regionale già esistenti in Sicilia, e costituirebbe il complemento per caratterizzare la nostra realtà regionale come la Regione dei Parchi, con risultati notevoli sul piano dell’immagine turistica dell’isola, a fronte di una domanda nel settore che si fa sempre più esigente e specialistica.

In tale contesto abbiamo però riscontrato come il confronto sui contenuti e sul rapporto costi-benefici dell’istituzione del parco dei Peloritani abbia assunto ultimamente toni demagogici ed ideologici, da schieramenti precostituiti contrapposti che, però, non hanno tenuto conto delle considerazioni e valutazioni dei territori interessati direttamente dalla costituzione del parco stesso.

Da qui nasce l’iniziativa di Labor- Metro, che è stata definita : Parco dei Peloritani – La parola ai territori, e che si basa su una interlocuzione ed un confronto, in vari momenti e modalità, con i sindaci ed i rappresentati delle realtà consorziate territoriali.

Un primo momento di confronto si è svolto nella sede della CISL di Messina, fra i componenti del comitato promotore di Labor-Metro, il Presidente ed alcuni componenti del comitato promotore del Parco ed i sindaci e rappresentanti dei Comuni di Villafranca Tirrena, Antillo, Castelmola, Casalvecchio, Scaletta Zanclea, Castroreale ed il Presidente del GAL Taormina-Peloritani, che hanno approfondito gli aspetti positivi derivanti dall’istituzione di un parco che non guarda solo al patrimonio boschivo e vegetale, ma che mira alla valorizzazione dei centri urbani, soprattutto di quelli dell’entroterra e dei loro aspetti etno-antropologici, culturali ed economico-sociali, ed hanno analizzato anche alcune “criticità” riguardanti soprattutto i criteri di gestione da adottare.

Altri incontri promossi da Labor-Metro si svolgeranno nei prossimi giorni nella zona ionica e nella zona tirrenica.