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E’ un regolamento innovativo, che segue norme e decreti, che ha avuto il vaglio dell’avvocato dell’ufficio legale comunale, è ispirato ai principi di equità sociale e redditività dei beni acquisiti al Patrimonio Comunale” – con queste parole il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque commenta l’approvazione da parte del consiglio comunale di Bagheria, con la delibera consiliare n. 53 del 16 giugno 2017, del regolamento proposto dalla Giunta comunale sugli immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale. 

L’abusivismo edilizio va combattuto per i relativi danni ambientali, economici e sociali che ha prodotto alla nostra società ed è obiettivo primario di questa amministrazione il riordino urbanistico e l’affermazione della legalità nella gestione del territorio” – continua il primo cittadino di Bagheria – “Pur tuttavia non possiamo non tenere conto del grave disastro sociale, a cui si incorre, lasciando centinaia di famiglie senza un tetto, l’amministrazione ha il compito di tutelare laddove è possibile, il cittadino anche questo significa il riconoscere la sussistenza di un interesse pubblico prevalente: Il regolamento fissa dunque in maniera cristallina e semplice quali sono i criteri oggettivi per riconoscere l’interesse pubblico secondo quanto previsto dalla norma”.

Il fenomeno dell’abusivismo edilizio, che ha avuto il suo apice negli anni ’80, è tutt’ora un male che affligge la comunità bagherese.
Nonostante le varie sanatorie, molti ancora risultano gli edifici bagheresi non sanati, raggiunti da ingiunzione di demolizione.
Il DPR 380/01 all’art 31 comma 3 ha previsto che laddove, entro i termini di 90 giorni il proprietario dell’immobile abusivo raggiunto da ordine di demolizione, non abbia provveduto al ripristino dei luoghi, l’amministrazione acquisisce il bene abusivo gratuitamente.

Tra le novità introdotte dal DPR, il comma 5 dello stesso articolo interviene sulla demolizione dell’opera acquisita da parte del dirigente ed a spese del soggetto che ha commesso l’abuso, affermando che l’opera abusiva può essere mantenuta se il Consiglio Comunale decida che essa possa essere utilizzata per pubblica utilità.

L’amministrazione comunale, tenendo conto delle attuali condizioni economiche e sociali in cui versa la stragrande maggioranza dei cittadini bagheresi, e richiamando le norme che disciplinano l’edilizia economica e popolare, riconosce tra gli interessi pubblici, non soltanto i servizi e le attrezzature pubbliche, propriamente dette, ma anche le destinazioni a edilizia residenziale pubblica necessaria a soddisfare il fabbisogno comunale.

Per l’assegnazione dei beni immobili abusivi, acquisiti al patrimonio comunale, l’amministrazione si ispira al principio del “diritto alla casa” , con l’unico intento di soddisfare i bisogni e le necessità dei cittadini, sempre perseguendo, comunque, la riqualificazione urbana.

Le aree libere residuate dalla demolizione di opere abusive ,se idonee, verranno utilizzati come verde pubblico o aree a parcheggio, in caso contrario verranno alienati previo avviso pubblico e sulla base dei valori di mercato.


I fabbricati abusivi con destinazione diversa da quella abitativa saranno destinati a servizi di interesse generale, nonché per attività religiose, assistenziali, sanitarie, sociali, del tempo libero e culturali.

I fabbricati abusivi con destinazione abitativa, invece, se  risulteranno essere adibiti a dimora principale del responsabile dell’abuso e del suo nucleo familiare, potranno essere concessi dal sindaco, previa richiesta, secondo le condizioni previste per legge.
Nel caso in cui per lo stesso immobile, vi siano più richieste si procederà a stilare una graduatoria cosi come previsto dal regolamento stesso.

Il regolamento si occupa anche di tutti gli altri casi: vale a dire le aree residuate dalle demolizioni delle opere abusive, le opere edilizie residenziali pubbliche da dare in locazione o proprietà e le opere edilizie relative agli insediamenti produttivi.

Tali immobili potranno dunque essere dismessi o alienati dopo il relativo accertamento previsto per legge.

Il riconoscimento della sussistenza di interessi pubblici prevalenti nel non abbattere l’immobile deve dunque essere regolamentato da una serie di criteri.

L’importante documento chiarisce inoltre la classificazione del patrimonio immobiliare comunale, suddividendo le diverse tipologie tra le quali ci sono appunto anche gli immobili abusivi acquisiti al patrimonio che attualmente sono 39 per quelli di cui è stato acquisito accertamento e 19 gli acquisiti.

Gli immobili abusivi si suddividono in tre tipologie: le aree libere residuate dalla demolizione di opere abusive preesistenti; i fabbricati abusivi con destinazione diversa da quella abitativa, singoli, con o senza area di pertinenza, o facenti parte di un condominio, per i quali il Consiglio comunale abbia deliberato il mantenimento per soddisfare determinati interessi pubblici ed infine i fabbricati abusivi con destinazione abitativa, singoli, con o senza area di pertinenza, o facenti parte di un condominio, per i quali il Consiglio comunale abbia deliberato il mantenimento a fini di destinarli a edilizia residenziale pubblica.

Il documento disciplinano anche i punteggi per il diritto di abitazione che viene concesso con provvedimento del Sindaco ed i requisiti per la concessione del diritto di abitazione al responsabile dell’abuso o ai parenti, nonché il canone dovuto per la concessione.

Nel regolamento si prevede inoltre anche la dismissione, l’asta pubblica ed il riscatto dal momento che il Comune si occupa anche dell’aggiornamento annuale del piano delle alienazioni del patrimonio immobiliare. Una volta stabilita la pubblica utilità infatti l’immobile segue l’iter degli immobili di edilizia residenziale pubblica.

C’è chi lo ritiene un atto illegittimo senza aver neppure letto il documento, vorrei capire su quali basi?” – conclude il sindaco che afferma che i tecnici che lo hanno redatto insieme al segretario e fatto vagliare dall’ufficio legale hanno anche studiato altri regolamenti e sentenze sullo stesso argomento – “come al solito si vuole strumentalizzare tutto e intanto se si fermano legali e trasparenti processi di sviluppo e si finisce per ostacolare solo la crescita e il bene della comunità”.