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Dearica Hamby è una giocatrice della Passalacqua spedizioni. La forte lunga statunitense completa insieme ad Astou Ndour e Jessica Kuster il trio di straniere che dovranno rappresentare, insieme al nucleo delle italiane, il valore aggiunto della formazione di coach Gianni Recupido che il prossimo anno sarà impegnata in campionato e in Eurocup.

Nata a Marietta, capoluogo della Contea di Cobb di 60.000 abitanti, nello Stato della Georgia, il 6 novembre del 1993, Hamby era seguita da tempo dallo staff biancoverde, ed ha colpito fin dagli esordi in WNBA nel 2015 per la sua versatilità e duttilità, nonché per il suo eccellente dinamismo completato dai suoi 191 cm per 86 Kg, che le attribuiscono la dimensione del lungo moderno. Grazie a queste sue caratteristiche, la star Usa può giocare indifferentemente in più spot, riuscendo ad esprimere il proprio talento a tutto campo.

Hamby è dotata di grande intelligenza cestistica, corre bene in campo sfruttando il suo atletismo, permette di trovare ottime soluzioni in situazioni di pick & roll ed assicura un consistente numero di rimbalzi per minuti giocati. Inoltre, riesce a sfruttare la sua mobilità per attaccare il canestro in palleggio e le lunghe leve per ricevere spalle a canestro, guadagnandosi molto spesso punti preziosi e falli subìti.

Durante i suoi anni al college di Wake Forest, l’atleta statunitense ha infranto diversi record, il più importante dei quali nel suo anno da Junior, stagione nella quale ha giocato tutte le 31 partite, conducendo la conference per punti (22.0) e rimbalzi (11.0), tirando con oltre il 55% dal campo. L’ottima capacità di intendere il gioco l’ha portata ad aggiungere a questi numeri anche ben 61 assist e 33 stoppate durante la stagione, con 21 “doppie doppie” stagionali e quasi la prima “tripla doppia” della storia del college, mettendo a referto 25 punti, 16 rimbalzi e 8 assist contro Pitt University, con conseguente investitura di giocatrice dell’anno 2013-14 a Wake Forest.

Ha chiuso il programma stabilendo il record collegiale di 1.081 punti e 1.021 rimbalzi, chiudendo la stagione da Senior 2014-15 con 20.3 punti e 10.7 rimbalzi, aggiungendo i record di all-time leading in doppie doppie, tiri liberi segnati, canestri dal campo, media rimbalzi, stoppate, partite e minuti giocati.

Scelta al Draft WNBA del 2015 da San Antonio alla numero 6 del primo giro, Hamby ha totalizzato 6.1 punti e 4.1 rimbalzi di media in 17 minuti nella sua stagione da rookie sotto la guida tecnica di coach Hughes e 9.0 punti, 5.1 rimbalzi e 1.0 assist in 25 minuti nella stagione 2016, giocando tutte le 25 partite in quintetto prima di fermarsi nel mese di settembre per portare avanti la gravidanza e dare alla luce la figlia Amaya, il 5 febbraio 2017. Dal mese di aprile, Hamby si è rimessa al lavoro seguendo un programma specifico che l’ha portata a ritrovare in breve tempo un ottimo stato di forma e a riaggregarsi in tempi record con le Stars, tornando subito in campo per la stagione WNBA 2017.

Nonostante la franchigia texana stia attraversando forse il peggior periodo della propria storia cestistica sotto la nuova conduzione di coach Vickie Johnson, Hamby sta attualmente viaggiando a 6.6 punti, 3.1 rimbalzi, un assist ed una rubata, tirando con il 41,5% dal campo, in soli 16 minuti di media giocati, partendo spesso dalla panchina (high stagionale di 17 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e 4 palle rubate in 30 min. contro Chicago nella gara giocata il 10 giugno scorso).

Per la stagione 2017-18, nella quale, tra le altre cose, ritroverà in Sicilia l’ex compagna Astou Ndour, Dearica Hamby ha scelto la casacca numero 25.

Quanto è stata importante la tua compagna Astou Ndour in questa decisione?

“Sono stata spinta a questa scelta soprattutto dal forte interesse che il club di Ragusa ha manifestato nei miei confronti, nonostante venissi dalla recente nascita della mia prima figlia. Ho avvertito davvero il loro desiderio di avermi e il loro credere in me: e questo è stato molto importante. Ad Astou ho chiesto solo alcune informazioni, e non nascondo che sarà bello giocare in squadra con qualcuno che conosco, ma non è stato questo un fattore determinante nella scelta. Inoltre, mi piace la cultura italiana: provenendo da una esperienza in Corea, so che sarà tutto un po’ diverso.

Sai che gli obiettivi di Ragusa nel campionato italiano sono sempre molto alti. Quali sono le tue personali aspettative?

“Voglio solo contribuire in ogni maniera a far sì che la squadra vinca. Personalmente, voglio sempre competere e giocare con il massimo dell’energia: quando riesco a farlo, tendo a segnare molto e ad essere efficace a rimbalzo”.

Sei sicuramente una giocatrice delle più complete: puoi giocare in quattro ruoli e segnare in modi molto diversi. C’è qualche aspetto che pensi di poter ancora migliorare?

“Posso sicuramente crescere e continuerò a lavorare sul mio gioco sempre! Sono conosciuta per le mie capacità di giocare su tutto il campo, ma mi piacerebbe migliorare le mie percentuali. Ho fatto un buon lavoro per rimettermi in forma dopo il parto, ma ho bisogno di continuare ad impegnarmi per tornare in ritmo e per riacquistare i miei movimenti. Voglio lavorare anche sul ball-handling e, in generale, vorrei diventare ancora più consistente come giocatrice”.

Se pensi alla tua carriera fino ad oggi, dal College a Wake Forest con coach Hoover, fino alla Wnba, passando anche attraverso la Corea, quale è stato il tuo momento migliore? Quale quello più difficile? C’è qualcuno in particolare che ti senti di dover ringraziare?

“Penso che l’esperienza più bella, fino ad adesso, sia stata il mio anno in Korea. Non ero mai davvero uscita dagli Stati Uniti prima di allora, e per questo temevo, inizialmente, che potesse essere difficile… invece mi sono divertita molto! Ho giocato una buona stagione e la nostra squadra era discretamente forte. Il momento più duro è forse quello attuale. Ho avuto Amaya cinque mesi fa e solo ora riesco a risentirmi me stessa come atleta: essere stata per due anni titolare in Wnba ed avere quest’anno un ruolo diverso ha inciso un po’ sulla mia fiducia. Ma devo ricordarmi che ho appena avuto una bambina e quindi ci vorrà tempo. E’ un processo, e tornerò presto al 100%. Per i ringraziamenti… la mia famiglia anzitutto; il mio compagno, che mi permette con i suoi sacrifici di essere la miglior giocatrice e la migliore mamma possibile; e poi, davvero, tutte le persone intorno a me: tutti hanno giocato un ruolo per permettermi di essere quella che sono, e ringrazio ciascuno sinceramente”.

Come hai sottolineato, non sei solo una grande giocatrice, ma anche una giovane mamma. Congratulazioni per la tua splendida bimba. E’ difficile conciliare le due cose?

“Grazie! Come dicevo prima, la maggiore difficoltà adesso è mentale, nel cercare di tornare al mio livello come atleta. Da mamma, sono felicissima. Ho una brava bimba, dorme tutta la notte, non piange e questo mi aiuta davvero moltissimo. Sono contenta nel sapere che viaggerà attraverso il mondo con i suoi genitori. Riesco a separare la due cose: naturalmente Amaya viene prima di tutto, ma durante gli allenamenti e le partite sto concentrata solo su quello che devo fare. Al termine, sono al 100% per lei. Sono davvero grata al club di Ragusa per avere capito la mia situazione e aver mostrato flessibilità. Tutta la mia famiglia ha molto apprezzato questo”.

Amaya è pronta per diventare la mascotte ufficiale della squadra?

“Prontissima! E io non vedo l’ora!”.

 

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