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Il sindaco Enzo Bianco aveva richiesto l’intervento dell’Accademia delle Belle Arti di Catania che realizzerà i lavori secondo le prescrizioni impartite dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali di Catania. Le operazioni dureranno un mese, così da rendere la statua fruibile e visibile ai fedeli per i festeggiamenti di agosto.

Avranno inizio la prossima settimana i lavori di restauro della fontana di Sant’Agata, sita in via Dusmet, danneggiata alcune settimane fa da un deprecabile atto vandalico. Il sindaco Enzo Bianco aveva richiesto l’intervento dell’Accademia delle Belle Arti di Catania che realizzerà i lavori secondo le prescrizioni impartite dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali di Catania. Le operazioni dureranno un mese, così da rendere la statua fruibile e visibile ai fedeli per i festeggiamenti di Sant’Agata d’agosto. Nel sito è stata istallata una telecamera per video sorveglianza affinché i lavori di restauro e soprattutto la fase successiva si svolgano in piena sicurezza.

Il primo sopralluogo si era svolto a fine maggio da parte del Sindaco Bianco, con il presidente del Comitato per la Festa di Sant’Agata Francesco Marano, l’architetto Nicola Neri in rappresentanza della dottoressa Patanè, Soprintendente ai Beni Culturali di Catania, dell’architetto Virgilio Piccari, direttore dell’Accademia delle Belle Arti, e di Grazia Spampinato, direttrice del Museo Diocesano. La statua è stata protetta in queste settimane con una struttura in ferro realizzata dalla direzione Manutenzioni del Comune affinché si svolgessero i rilievi per il progetto.

Il comitato scientifico designato dal direttore Piccari per eseguire i lavori di restauro è costituito da un gruppo di lavori multidisciplinare composto dal docente di restauro della ceramica, terrecotte, stucchi e gessi, prof.ssa Antonella Foti, e dal docente di restauro scultore,o prof. Rocco Froiio, che ne hanno redatto il progetto e da tre allieve già specializzate con esperienze nel settore. La statua, posta sull’antica fonte Lanaria, è stata danneggiata  in prossimità del volto, dello sceltro e della mano.

L’intervento di restauro mirerà al consolidamento delle superfici lapidee danneggiate, alla eliminazione degli ispessimenti dei materiali organici ed inorganici ma soprattutto riproporrà le mancanze materiche e la riconfigurazione plastica ed estetica delle zone danneggiate, così da riportare l’icona marmorea allo splendore originale.

 

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