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A pochi giorni  dalla commemorazione del giudice Borsellino, il 19 luglio è oramai imminente,  viene perpetrato per la seconda volta, il primo  analogamente 10 anni fa,  un atto gravissimo allo Zen, noto quartiere di Palermo,  nella scuola a lui dedicata, in via Marchese Pensabene,  ignoti vandali,  decapitano  la testa del busto a lui dedicato, il quale viene usato con un pezzo del busto stesso per sfondare la porta a vetri dell’istituto,  già comunque  prontamente riparata.

Ma rimane il dolore e la consapevolezza che Palermo,  – dichiara Filippo Virzì, Portavoce dell’Ugl/Utl di Palermo – culturalmente parlando, deve ancora fare molto, la mafia ha assunto una forma diversa, è decisamente integrata e silente, inoltre interi quartieri sono gestiti ancora dalla malavita organizzata e talvolta anche disorganizzata, anche confinanti con il noto quartiere Zen, una periferia che appare relativamente tranquilla, dove invece le violazioni  alla sicurezza  pubblica sono all’ordine del giorno, in un territorio che necessita più che mai  di un maggiore controllo preventivo  e di un costante  presidio territoriale da parte delle Forze dell’Ordine”.

Il nostro sindacato – conclude Giuseppe Messina, Responsabile Ugl Sicilia – rileva il grande sforzo della società civile nel prendere coscienza che la mafia  è il cancro del nostro sistema,  ma non basta, definiamo  quanto accaduto allo Zen un gesto vile ed inqualificabile, sono segnali inquietanti, i quali  devono farci riflettere profondamente”.

 

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