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“Ormai, a Palermo, Forza Italia sembra essersi ridotta ad un semplice “cespuglio” del sindaco Leoluca Orlando”. Lo afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale emerito di Forza Italia, che prosegue: “Già dalla scorsa consiliatura, molti esponenti del mio partito, in parecchie occasioni, hanno fatto da puntello alle scelte di Orlando. Adesso, dopo le elezioni dell’11 giugno, gira voce che ci siano in corso trattative, più o meno riservate, affinchè il sindaco possa fare eleggere un presidente del Consiglio Comunale anche con il sostegno di una parte dell’opposizione. Soprattutto perché Orlando, con ogni probabilità, rischia di non avere i numeri necessari, a Sala delle Lapidi, per l’elezione del nuovo presidente, considerato che, da un lato, il premio di maggioranza è parecchio in bilico, e dall’altro, la sua stessa maggioranza è piuttosto eterogenea, composta com’è da consiglieri che provengono da estrazioni culturali e politiche profondamente diverse, che vanno da ex missini ed ex An come ad esempio Mimmo Russo e Francesco Scarpinato, a comunisti integralisti come l’ex assessore Giusto Catania.

Insomma, in vista di malumori e mal di pancia a Sala delle Lapidi, il sindaco sta cercando di allacciare rapporti sempre più stretti con esponenti dell’opposizione, eletti proprio perché antagonisti del sindaco, ma già da subito pronti a fare da puntello alle sue scelte e decisioni.

Che siano le prove generali di un nuovo “patto del Nazareno” in salsa palermitana? Se è così, io non ci sto. Chi è stato eletto nelle liste di Forza Italia ha ottenuto voti perché dovrebbe essere alternativo all’attuale sindaco, e non deve fare con lui alcun tipo di accordo. Altrimenti, si tradirebbe la fiducia dei propri elettori”.