Condividi, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

 

Il proficuo lavoro svolto dall’amministrazione su Regolamento edilizio e Centro storico insieme ad ordini professionali, associazioni, sindacati è stato sottolineato e riconsiciuto da tutti i protagonisti coinvolti. Forse Sorbello e Saguto erano distratti.

Da anni ormai i Catanesi si chiedono se i due parlino a nome di Confcommercio o conducano battaglie personali per incomprensibili fini. Sono certo, per esempio, che le accuse – alcune delle quali derivate da affermazioni palesemente false – mosse sia sul Regolamento Edilizio che sul piano e studio di dettaglio del Centro Storico non sono affatto condivise da Confcommercio.

Incredibile poi che Sorbello metta in discussione il coinvolgimento che abbiamo avuto con il mondo produttivo su questa vicenda, persino negando gli incontri ai quali lui stesso ha partecipato nella sede dell’Assessorato e organizzati proprio per approfondire aspetti urbanistici da loro sollevati.

Invito poi i due dirigenti di Confcommercio a rivolgersi immediatamente alla Magistratura come farebbe qualunque altro cittadino in possesso delle prove dopo aver detto che lo studio di dettaglio del Centro Storico ‘è un affare di pochi’. Se non lo faranno, vorrà dire che la loro era soltanto l’ennesima bugia per conquistare un po’ di spazio sui media. E tutti potranno trarne le conseguenze.

Per entrare comunque nel merito, nonostante le accuse siano evidentemente strumentali, va ricordato che abbiamo redatto un piano nel rispetto della legge 13 del 2015 e anzi siamo stati piuttosto rigidi. Basti immaginare che la norma consente la ristrutturazione urbanistica in tutti quelli ambiti in cui vi è una presenza di un tessuto edilizio parzialmente crollato. Nel perimetro del centro storico vi sono diversi isolati con queste caratteristiche e ci si è preoccupati di consentire un intervento di recupero. Le destinazioni d’uso in specifici edifici classificati non rappresentano una scelta dell’Amministrazione ma l’applicazione della norma, con la logica di consentire, nel centro storico, anche una rigenerazione del tessuto sociale, culturale, commerciale, turistico, universitario, residenziale, recuperando i ventimila vani sfitti.

Inoltre le diverse destinazioni d’uso indicate dallo Studio per alcuni in specifici edifici ambiti classificati non è una scelta soggettiva ma una scelta normata dalla leggelegge della stessa legge 13/2015 che prende atto di quanto ormai accertato dalla prassi urbanistica e sperimentato in altre città e cioè che solo consentendo mix funzionali si può sperare di innescare meccanismi di rigenerazione urbana ed ha una logica quella di consentire gli opportuni interventi anche per polarizzare diverse funzioni in centro storico nel rispetto dei vincoli imposti che possa consentire anche una rigenerazione del suo tessuto sociale, culturale, commerciale, turistico, universitario, residenziale, recuperando i 20 mila vani sfitti.
E precisiamo che sul presidio dei comparti sanitari, dal Vittorio Emanuele, al Santo Bambino, al Santa Marta per il recupero della parte storica del Vaccarini, le direttive tecniche prevedono la una demolizione esclusivamente degli edifici moderni senza alcuna qualità architettonica e la slavaguardia degli edifici storici alcuni di grande pregio.

Un più attento approfondimento dei contesti urbani farebbe comprendere che un campus universitario è la destinazione più coerente e la naturale per le aree del destinazione in parte campus universitario degli edifici esistenti del Vittorio Emanuele che se sono in grado di approfondire sul profilo urbanistico potrebbero comprendere che è una naturale destinazione in prossimità dei per la loro contiguità con il complesso dei Benedettini collegandosi direttamente con il futuro campus con il quale costituirebbero un polo universitario di grandissimo valore.

Non stupisce che Saguto e Sorbello facciano questi errori. D’altronde se negli anni passati hanno sbagliato spesso nel loro campo, il Commercio, non dicendo una parola contro il proliferare di quei centri commerciali che hanno condannato a morte tanti negozi cittadini, figurarsi quando si cimentano in un settore non di loro competenza come lo sviluppo urbanistico. Ci auguriamo che possano approfondire meglio le questioni in oggetto, anche grazie agli incontri che questo assessorato continuerà a svolgere con tutta la città.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here