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L’Unione europea e il Giappone hanno raggiunto nella giornata del 6 luglio un’intesa sugli elementi principali dell’accordo di partenariato economico. Questo rappresenta il più importante accordo commerciale bilaterale mai concluso dall’UE e prevederà, per la prima volta, un impegno specifico relativo all’accordo sul clima di Parigi.
Per l’UE e i suoi Stati membri, l’accordo di partenariato economico eliminerà la maggior parte dei dazi pagati dalle imprese dell’UE, pari a 1 miliardo di euro l’anno, aprirà il mercato giapponese alle principali esportazioni agricole dell’UE e aumenterà le opportunità in vari settori. Stabilisce inoltre standard di altissimo livello in termini di lavoro, sicurezza e tutela dell’ambiente e dei consumatori, salvaguardando pienamente i servizi pubblici e dedicando un capitolo specifico allo sviluppo sostenibile. L’accordo riprende anche e rafforza gli standard elevati per la protezione dei dati personali che l’UE e il Giappone hanno recentemente consolidato nelle loro leggi in materia di protezione dei dati.
Diverse personalità si sono espresse favorevolmente a riguardo: il Presidente Juncker ha sottolineato come l’impatto del partenariato economico si manifesterà ben al di là dei confini dei due firmatari. Mediante questo accordo, l’UE e il Giappone difendono i loro valori comuni e si impegnano a rispettare standard di altissimo livello in settori come il lavoro, la sicurezza, la tutela dell’ambiente o dei consumatori, inviando al mondo un forte messaggio a favore di un commercio aperto ed equo. Il partenariato, infatti, come ha aggiunto la Commissaria per il Commercio Cecilia Malmström, non rappresenta solo un’opportunità dall’enorme importanza economica, ma è anche una dimostrazione di fiducia a favore libero scambio. Come ricordato dal Commissario responsabile per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan, questa intesa segna inoltre una vittoria per l’Europa rurale, configurandosi come l’accordo più significativo e di più ampia portata mai concluso nel settore agricolo.
L’accordo di partenariato economico consentirà di aumentare le esportazioni dell’UE e di creare nuove opportunità per le imprese europee, grandi e piccole, i loro dipendenti e i consumatori. Il valore delle esportazioni dall’UE potrebbe aumentare di ben 20 miliardi di EUR, traducendosi in maggiori opportunità e occupazione in numerosi settori dell’UE, quali agricoltura e prodotti alimentari, cuoio, abbigliamento e calzature, prodotti farmaceutici, dispositivi medici e altro.
Per quanto riguarda le esportazioni agricole dell’UE, l’accordo:
eliminerà i dazi su molti formaggi come il Gouda e il Cheddar (attualmente pari a 29,8 %) e le esportazioni di vino (attualmente pari a 15 % in media);
consentirà all’UE di aumentare in modo consistente le esportazioni di carni bovine verso il Giappone, mentre per quanto riguarda le carni suine, sarà esente da dazi il commercio di carni trasformate e quasi esente da dazi il commercio di carni fresche;
garantirà la protezione in Giappone di oltre 200 prodotti agricoli europei di elevata qualità, le cosiddette indicazioni geografiche.
Inoltre l’accordo:
apre i mercati dei servizi, in particolare i servizi finanziari, delle telecomunicazioni e dei trasporti;
garantisce alle imprese dell’UE l’accesso ai grandi mercati degli appalti del Giappone in 48 grandi città, ed elimina su scala nazionale gli ostacoli agli appalti in un settore economicamente importante come quello ferroviario;
protegge i settori economici sensibili dell’UE, ad esempio il settore automobilistico, prevedendo un periodo di transizione prima dell’apertura dei mercati.
L’accordo di massima recentemente concluso copre numerosi aspetti dell’accordo di partenariato economico. Tuttavia, in determinati ambiti occorre ancora perfezionare vari dettagli tecnici; alcuni capitoli non sono inoltre compresi nell’accordo di massima. Tra i settori che richiedono ulteriore lavoro, ad esempio, figurano la cooperazione in ambito normativo e i capitoli generali e istituzionali.
Sulla base dell’odierno accordo di massima, i negoziatori di entrambe le parti continueranno a lavorare per risolvere tutte le questioni tecniche in sospeso e per giungere al testo definitivo dell’accordo entro la fine dell’anno. La Commissione procederà in seguito alla verifica giuridica e alla traduzione dell’accordo in tutte le lingue ufficiali dell’UE, e successivamente lo sottoporrà all’approvazione degli Stati membri dell’UE e del Parlamento europeo.

Lorenza Zaccagnini
Francesco Laera

 

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