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I recenti attentati in Europa e nel resto del mondo dimostrano la necessità di una forte e coordinata risposta dell’Unione europea per combattere il terrorismo. A questo proposito, l’agenda europea sulla sicurezza, proposta dalla Commissione europea, ha individuato una serie di settori in cui migliorare la lotta contro il finanziamento del terrorismo.

Il primo Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha dichiarato di voler tagliare le risorse che servono a questi gruppi per perpetrare i loro crimini brutali. Scoprendo e smantellando i canali di finanziamento dei terroristi sarà possibile ridurre le loro possibilità di viaggiare, di comprare armi ed esplosivi, di tramare attentati e di diffondere odio e paura online. Nei prossimi mesi la Commissione aggiornerà e svilupperà le norme e gli strumenti europei attraverso misure adeguatamente concepite, per affrontare le minacce emergenti ed aiutare le autorità nazionali a rafforzare la lotta contro il finanziamento del terrorismo e a cooperare in maniera più efficace, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.

 

Il piano d’azione, elaborato in questi giorni, si concentrerà su due principali filoni d’azione: in primo luogo sull’individuazione dei terroristi attraverso i loro movimenti finanziari e sull’impedire loro di spostare fondi o altri beni; in secondo luogo sullo smantellare le fonti di entrata usate dalle organizzazioni terroristiche, colpendo le capacità di raccolta fondi.

 

Seguire i flussi finanziari delle organizzazioni terroristiche può aiutare a individuare e a perseguire le loro reti. Chiudere ogni possibilità al finanziamento del terrorismo è fondamentale ai fini di sicurezza, ma occorre tener presente che le misure adottate in questo settore possono anche incidere sulla vita e sulle attività economiche dei cittadini e delle imprese in tutta l’UE. Ecco perché le proposte della Commissione cercheranno un equilibrio fra la necessità di aumentare la sicurezza e la necessità di tutelare i diritti fondamentali, compresa la protezione dei dati, e le libertà economiche.

 

L’adozione del quarto pacchetto antiriciclaggio nel maggio 2015, ha rappresentato un passo significativo nel migliorare l’efficacia degli sforzi messi in atto dall’UE per combattere il riciclaggio dei proventi delle attività criminali e lottare contro il finanziamento delle attività terroristiche. Gli Stati membri hanno dovuto attuare rapidamente questo pacchetto, e la Commissione li ha invitati a farlo entro la fine del 2016.

 

Ulteriori passi, in un prossimo futuro, saranno quelli di assicurare un elevato livello di garanzie per i flussi finanziari provenienti dai paesi terzi ad alto rischio, rafforzare i poteri delle Unità di informazione finanziaria dell’UE e facilitare la loro cooperazione, predisporre registri centralizzati nazionali dei conti bancari e dei conti di pagamento o sistemi centrali di reperimento dei dati in tutti gli Stati membri, affrontare i rischi di finanziamento del terrorismo legati alle valute virtuali e quelli legati agli strumenti prepagati anonimi.

 

La Commissione e il Servizio europeo per l’azione esterna (ossia il “Ministero degli esteri” europeo che dipende direttamente dalla Mogherini) apporteranno assistenza tecnica ai paesi del Medio Oriente e dell’Africa del nord per la lotta contro il traffico di beni culturali, e aiuteranno i paesi terzi a conformarsi alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in questo settore. I paesi del Medio Oriente, dell’Africa del nord e del Sud est asiatico riceveranno anche supporto per migliorare la lotta contro il finanziamento del terrorismo.