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Nella giornata dello scorso, 1 agosto agenti della DIGOS hanno denunciato in stato di libertà il pregiudicato catanese A.N. per furto pluriaggravato e il pregiudicato senegalese M.I. per ricettazione.

I fatti che hanno portato al deferimento dei due risalgono al pomeriggio del 29 luglio u.s., quando, approfittando dell’orario di chiusura, una persona si è abusivamente introdotta nei locali del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania, in via Gallo n. 24.

Il malfattore, introdottosi nella struttura, ha messo a soqquadro diverse aule, causando diversi danni, forzando alcuni armadietti e porte d’ingresso e infrangendo alcune vetrate, procurandosi una ferita alla gamba destra.

Lo stesso poi si è allontanato dopo avere rubato due computer completi di monitor, tastiera e mouse che ha riposto all’interno di un sacco di plastica nero, solitamente usato per i rifiuti.

Gli uomini della Digos si sono posti all’immediata ricerca del responsabile che, come è emerso dalle immagini estrapolate dal circuito di videosorveglianza, è risultato essere un giovane di circa 20 anni che indossava un paio di pantaloncini ed una maglietta maniche corte, entrambi di colore blu.

In particolare, gli operatori di p.g. hanno effettuato un’attività di perlustrazione delle vie limitrofe, concentrandosi sui luoghi abitualmente frequentati dai giovani dediti ai furti e allo spaccio di stupefacenti. Nelle zone adiacenti alla via Crociferi e alla scalinata di via Alessi, in effetti, tra i numerosi giovani presenti, i poliziotti ne hanno individuato uno corrispondente alle fattezze fisiche di quello immortalato nelle immagini. Gli operatori di polizia hanno proceduto al suo controllo, accertando che il giovane era sprovvisto di documenti; inoltre, l’attenzione gli uomini della Digos, è stata attirata dal fatto che il giovane indossava un paio di pantaloncini e presentava sulla gamba destra di cui non riusciva a dare alcuna spiegazione plausibile.

Il sospetto che è risultato gravato da numerosi precedenti di polizia per furto aggravato e spaccio di sostanze stupefacenti, è stato, quindi, condotto in Ufficio ove veniva identificato in A.N., di anni 23.

Nella circostanza, di fronte all’evidenza dei fatti, A.N. ha dichiarato spontaneamente di essere stato l’autore del furto presso il Dipartimento di Giurisprudenza e di aver venduto la refurtiva a degli stranieri.

Gli operatori Digos, pertanto, hanno effettuato una ricognizione dei vari esercizi commerciali, recandosi anche in via Di Prima, dove hanno notavano una bottega adibita alla riparazione ed alla vendita di telefonia e computer.

Dal controllo espletato all’interno del suddetto negozio gestito dal senegalese M.I., di anni 59, con precedenti di polizia per ricettazione, riciclaggio e furto aggravato, è stato rinvenuto, in uno scaffale posto alla fine della bottega, un grosso sacco in plastica nera del tipo usato per i rifiuti contenente due computer da tavolo completi di monitor, tastiere, mouse e cavetti, alcuni dei quali riportavano una targhetta identificativa con la scritta “Università di Catania”.

Il predetto materiale è stato sequestrato e immediatamente restituito ad un funzionario dell’Università di Catania che lo riconosceva come proprio.

 

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