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di Ninni Bonacasa

Le “questioni aperte” restano tali, per risolverle non basta più una battuta buttata all’aria da una terrazza meravigliosa di uno stabilimento balneare, in una serata torrida!

Nel corso della presentazione del suo libro dalle terrazze di Mondello (Palermo), il segretario del PD, Matteo Renzi, ha parlato di tutto: dalla politica alla scuola.
Ecco, appunto, la scuola, ed il segretario pidiellino ha affermato che si poteva fare meglio! È davvero tosto! Non dice che la sua Buona Scuola proprio “buona” non è, e continuare a ribadire la bontà della legge ampiamente impallinata non solo dall’opposizione ma anche dai dissidenti PD e da qualche renziano doc, è davvero troppo.
Quanto al numero delle assunzioni non più enfatizzate ed al contratto, lasciamo perdere!
Per l’esito sulle elezioni regionali da Renzi arriva anche qualche gesto scaramantico, perché a suo dire, la sua presenza nell’Isola non porta bene a lui. Speriamo intendesse parlare del PD di cui è segretario; se non fosse così, ci sarebbe da preoccuparsi parecchio!
Dopo tutto, per Renzi, le elezioni siciliane sono un test importantissimo, ma niente dictat; e poi potrebbero non avere conseguenze sul voto nazionale, ma in questo caso il condizionale è d’obbligo!
E sulle alleanze? Boh! Prima vengono i programmi (compreso il regime fiscale speciale per la Sicilia!) e poi il candidato, si dice in giro.
Niente di personale, s’intende, ma le “questioni aperte” su Alfano, Crocetta, Micari ed altri, sono tutte davvero “questioni” da risolvere presto; e per risolverle non basta proprio una battuta gettata all’aria da una terrazza meravigliosa di uno stabilimento balneare palermitano, in una serata torrida.
Per la Sicilia, e per l’Italia, infatti non basta più schioccare le dita all’ultimo minuto per risolvere le “questioni aperte”; bisogna fare di più, molto di più. Speriamo solo che se ne siano resi conto anche i politici siciliani presenti: Lupo, Orlando, Cracolici, Crocetta, Raciti e Faraone.

 

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