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SLC CGIL PALERMO

“Non siamo superstiziosi. Le fusioni si possono fare, se vanno nella direzione del potenziamento dell’occupazione, della crescita e degli investimenti, e se salvaguardano, come è necessario in questo caso, l’identità di un giornale dalla tradizione storica come il Giornale di Sicilia, punto di riferimento dell’informazione a Palermo e nell’Isola – dichiara il segretario generale della Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso – Si possono fare, soprattutto, se si tratta di operazioni che nascono per creare una sinergia tra imprese editoriali, migliorando la competitività con le maggiori dimensioni raggiunte, e per rendere l’informazione ancora più precisa e puntuale in una terra difficile come la Sicilia, dove c’è bisogno di comunicazione leale e di sapere critico”.

“La preoccupazione – aggiunge Maurizio Rosso – comunque c’è, ed è quella che abbiamo raccolto questa mattina dai lavoratori, che guardano a questa fusione con un certo timore perché spesso operazioni del genere partoriscono esuberi. Noi come Slc Cgil Palermo auspichiamo che si vada nella direzione opposta, ovvero quella di rendere l’occupazione sempre più strutturata, passando per una strada che abbia come obiettivo l’avanzamento di tutto il gruppo”.

L’Slc Cgil – continua Rosso – che ha appreso questa notizia dalla stampa, non può comunque non rilevare che non c’è stato nessun confronto preventivo col sindacato, cosa che ci allarma in quanto, lì dove esistono relazioni industriali corrette, i processi di fusione danno risultati ottimali. Ci aspettiamo quanto prima un segno dal nuovo gruppo, per avviare una discussione seria. Già al Giornale di Sicilia pesano, e tanto, i contratti di solidarietà del 50-60 per cento per il personale tecnico- amministrativo e del 15 per cento per i giornalisti. Chiediamo garanzie sull’assenza di tagli”.

 

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