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CGIL PALERMO

Ricordati Raia e Intili, dirigenti sindacali assassinati dalla mafia. Nel calendario della memoria della Cgil si aggiungono altri nomi di sindacalisti uccisi, rimasti per anni nell’oblio. “Stiamo ricostruendo le storie”.

La Cgil anche quest’anno ha ricordato, assieme ai familiari, i dirigenti sindacali assassinati dalla mafia Andrea Raia, a Casteldaccia, ucciso 73 anni fa, e Filippo Intili, a Caccamo, ucciso il 7 agosto del 1952. “E vogliamo continuare a sfogliare questo calendario della memoria ogni anno, perché per troppo tempo i sindacalisti uccisi sono stati dimenticati – dichiara Dino Paternostro, responsabile per la Legalità della Cgil Palermo – Abbiamo chiesto scusa anche noi per i lunghi decenni di silenzio e adesso, che con molta chiarezza abbiamo intrapreso questa strada della memoria, dei diritti e dei valori, indispensabili per la costruzione di un futuro migliore, non ci vogliamo fermare”,

La Cgil Palermo intende organizzare una iniziativa unica per ricordare tutti i caduti del movimento sindacale, coinvolgendo i giovani, gli studiosi, le le istituzioni. “Riteniamo – ha aggiunto Dino Paternostro – che nella costruzione della democrazia e della libertà in Sicilia questi nostri caduti siano stati una componente fondamentale, alla quale non viene riconosciuto il giusto posto nei libri di storia. Questo offende la memoria dei nostri dirigenti sindacali, assassinati dalla mafia perché chiedevano libertà, democrazia e lavoro. Nel racconto della vera storia della Sicilia ha contribuito a pieno titolo il movimento dei lavoratori e sindacale, grazie a lotte, sacrifici e tanto sangue versato”.

La Cgil sta cercando di fare luce anche su altri caduti la cui storia è stata dimenticata, ricordati finora solo col nome e cognome, spesso sbagliati, o con la data spesso inesatta di nascita e di morte. A ottobre, ad esempio, saranno ricordati per la prima volta i tre fratelli Santangelo, assassinati tra Misilmeri e Belmonte Mezzagno per dare un segnale ai contadini del feudo. “Quest’anno siamo riusciti a metterci in contatto con una nipote – aggiunge Paternostro – E’ fondamentale per noi il rapporto con le famiglie, che hanno sempre portato avanti il ricordo e vissuto in forma privata il loro dolore. Il nostro lavoro vuole essere un contributo per riscrivere in maniera più corretta la storia della Sicilia e dare il posto che spetta a ognuno dei sindacalisti assassinati”.

A Caccamo la Cgil oltre a ricordare Filippo Intili, assieme ai familiari e alle istituzioni, ha reso omaggio per la prima volta, recandosi in visita alla tomba, a Giorgio Comparetto, un altro contadino dirigente della Cgil, assassinato all’età di appena 30 anni dalla mafia di Caccamo, il 5 novembre 1945, mentre stava tornando a casa a cavallo insieme al figlioletto di 5 anni. La Cgil è impegnata a ricostruire la vicenda. Gli assassini di Comparetto, impegnato a capo delle lotte dei braccianti,per l’applicazione dei decreti Gullo, furono scoperti, e poi processati e condannati, grazie alla testimonianza di Antonino Faso, un testimone comunista e della Cgil, che fece i nomi di Salvatore Lo Corte e del fratello Giuseppe. Il primo finì all’ergastolo.

Commovente, infine, la lettura del messaggio inviato da Filippo Campisi, nipote di Filippo Intili: ”Non sono presente oggi 7 agosto 2017 ma Filippo Intili ormai fa parte della storia di Caccamo e questo mi rende orgoglioso. Questa semplice commemorazione la dobbiamo a Filippo, la dobbiamo a lui e a tanti altri che hanno pagato con la vita l’opposizione allo strapotere di quel gigante che si chiama Mafia”.

 

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