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Stanno affrontando un percorso rieducativo i due dogo argentini che, appena un anno fa, avrebbero ucciso un bimbo di diciotto mesi nel catanese, a Mascalucia. Dopo il triste evento un gran numero di associazioni animaliste ha avanzato richiesta per prendersi cura dei due quattro zampe, evitando loro così la soppressione. A seguito del parere positivo pronunciato dall’autorità giudiziaria e dai servizi veterinari dell’Asp3, i cani sarebbero stati affidati in via definitiva all’Enpa di Catania, che avrebbe provveduto al loro trasferimento presso una struttura del Trentino.

Il trasporto dei cani sarebbe stato curato dalla Lega Anti Vivisezione (Lav), mentre della loro riabilitazione si sta attualmente occupando Giusy D’Angelo, educatrice cinofila con alle spalle anni di esperienza, specie con animali soggetti a maltrattamento.

I portavoce dell’Enpa catanese precisano che il recupero comportamentale sta procedendo per il meglio e che i primi risultati sono già visibili. C’è chi spera in un “loro pieno reinserimento sociale”, ad ogni modo l’interesse collettivo, la sensibilità diffusa e la petizione online lanciata da change.org hanno evitato ai dogo una triste fine, ormai scongiurata.

Frattanto la madre del bimbo vittima dell’aggressione è stata condannata a diciotto mesi di reclusione per omicidio colposo, pena attualmente sospesa.

 

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