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I decreti attuativi della Legge 107 richiedono un attento lavoro di revisione del PTOF

Ringraziando la collega Katjuscia Pitino e la testata OrizzonteScuola.it per la gentile concessione, riportiamo un interessante articolo pubblicato sulla testata già citata ( http://www.orizzontescuola.it/dirigenti-scolastici-ed-inizio-anno-scolastico-indirizzi-improcrastinabili-al-collegio-dei-docenti-decreti-attuativi-della-legge-107-richiedono-un-attento-lavoro-revisione-del-ptof/ )

di Katjuscia Pitino
« Per effetto delle norme introdotte dai decreti legislativi approvati ai sensi della Legge 107 del 2015, sin dai primi giorni di settembre ai dirigenti scolatici tocca predisporre, anche secondo quanto stabilito nel Piano annuale delle attività (art.28 del CCNL 2006-2009) deliberato dal collegio dei docenti, le prime riunioni collegiali per la programmazione educativa e didattica.
In questa fase di inizio anno scolastico gli indirizzi dirigenziali, necessari ed improrogabili, costituiscono anche l’occasione per riflettere su alcuni aspetti relativi al Piano triennale dell’offerta formativa. La riflessione è un momento di analisi, in vista delle scelte educative, didattiche ed inclusive che la scuola adotterà.
I primi due importanti indirizzi da inoltrare al collegio dei docenti riguardano le nuove regole sulla valutazione degli alunni e sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, in riferimento ai decreti legislativi n.62 e n.66 del 2017 che introducono rispettivamente norme sulla valutazione e sull’inclusione.
Ai dirigenti spetta dunque instradare il lavoro degli organi collegiali, organizzando i primi incontri e predisponendo gli obiettivi e le finalità da perseguire, in modo che si possa giungere alla definizione delle linee di azione che la scuola farà sue e delibererà all’interno del PTOF.
Come già anticipato, le due grandi aree che potrebbero essere oggetto di revisione, su iniziativa dirigenziale, sono la valutazione e l’inclusione:
– la prima rinvia alla valutazione degli alunni, il collegio dei docenti, sulla base del D.Lgs. n.62 del 2017 che apporta consistenti modifiche al vecchio decreto DPR 122 del 2009, è chiamato a definire criteri e modalità di valutazione, quantomeno per armonizzare l’esistente alle nuove norme in materia di valutazione, nella prospettiva di inserire il tutto, successivamente, nel piano triennale della scuola. Il decreto n.62 rimodula anche la valutazione del comportamento, lo svolgimento e l’esito dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, in aggiunta all’adempimento di altre questioni di estrema importanza;
– la seconda area afferisce all’inclusione scolastica che si arricchisce di nuove disposizioni a seguito dell’approvazione del D.Lgs. n.66 del 2017; sarà perciò necessario prendere contezza delle nuove norme sull’inclusione, anche se alcune di esse, come ad esempio la predisposizione del PEI (Piano educativo individualizzato) di cui all’art.12 della legge 104 del 1994, modificato dall’art.7 del decreto 66, saranno applicabili solo a partire dal 2019, il collegio potrà riflettere sul Piano per l’inclusione (art.8), sul ruolo assegnato ai GLI (Gruppi di lavoro per l’inclusione) a livello di istituzione scolastica (art.9), sulle attività di formazione in servizio per il personale della scuola (art.13) e sull’utilizzo delle risorse umane, per favorire il processo di inclusione scolastica, giacché l’art.14, allo scopo di valorizzare le competenze professionali e garantire la piena attuazione del Piano annuale di inclusione, pone in capo al dirigente scolastico la possibilità di poter proporre ai docenti dell’organico dell’autonomia di svolgere anche attività di sostegno didattico, purché in possesso della specializzazione, in coerenza con quanto previsto dall’ articolo 1, commi 5 e 79, della legge 13 luglio del 2015, n. 107.
In merito alle suddette tematiche, le scuole sono invitate anche a considerare i criteri per la valutazione dell’inclusione scolastica elencati nell’art.4 del decreto 66 dato che detti criteri rappresentano il punto di partenza da cui l’INVALSI, sentito l’Osservatorio permanente sull’inclusione scolastica di cui all’art.15 del presente decreto, definirà gli indicatori. Ogni singolo criterio costituisce infatti uno spazio di azione per intervenire e modificare prassi già in uso.
In ultimo, le due aree individuate convergono sulla valutazione degli alunni disabili e sulla valutazione degli alunni con disturbi specifici di apprendimento, normativa anch’essa rivista dal decreto n.62. »

 

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