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I SOLDI RICAVATI DALLA RICETTAZIONE DEGLI ASSEGNI, USATI DALLA SORELLA MINORE E DAL COMPLICE PER ABBIGLIAMENTO, CENE E VACANZE.

Avevano un complice le due donne che nei giorni scorsi hanno depredato un’anziana donna, per la quale una delle due lavorava come colf, e che sono state smascherate e denunciate dagli agenti del Commissariato Borgo Ognina: lo hanno scoperto i medesimi poliziotti i quali, a seguito di ulteriori e approfondite indagini, hanno individuato e denunciato per ricettazione in concorso un trentacinquenne con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.

Il bottino in assegni, bancomat e documenti d’identità, aveva permesso al terzetto di ricavare la cospicua somme di 9000,00 euro che i malfattori hanno confessato di aver quasi interamente speso in abbigliamento, cene e una vacanza in un villaggio turistico a Porto Palo. Presso il Commissariato Borgo-Ognina, infatti, l’esigua somma rimanente – 500 euro – è stata immediatamente riconsegnata alla vittima.

Ma il colpo di scena, degno della migliore tradizione cinematografica, è emerso quando i poliziotti hanno accertato che il denaro ricavato dalla ricettazione degli assegni rubati è stato trattenuto interamente dalla sorella più giovane e dal complice, mentre alla donna che aveva commesso il furto, la colf, non è stata data alcuna somma di denaro, rimanendo a sua volta “gabbata”.

Ovviamente, tra le due sorelle, a seguito di ciò sono venuti meno i rapporti.

 

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