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“L’aggressione di sabato sera all’ispettore della Polizia Municipale Luigi Licari a Catania ad opera di un gruppo di giovani scolpisce ancor di più la drammaticità della situazione lavorativa in cui opera la polizia municipale – ad affermarlo è Daniele Galici dirigente provinciale Ugl che prosegue – dopo i fatti di Palermo in cui tre nostri agenti sono stati aggrediti, la storia si ripete ed è il segno di un sempre più insistente degrado sociale e morale, figlio di una mentalità retrograda e paramafiosa, aggravata dalla crisi economica.

Ogni volta che accade un fatto simile, il Corpo della Polizia Municipale riceve la solidarietà di molti, istituzioni in testa ma non è sufficiente, si deve andare oltre. Urgono investimenti per potenziare e migliorare l’attività che svolgiamo. Ma soprattutto è necessario un cambiamento culturale della cittadinanza, affinché si comprenda che l’operatore della Polizia Municipale è anzitutto al servizio della collettività, un punto di riferimento per il rispetto delle regole e della civile convivenza e non un bersaglio privilegiato” – conclude Galici.

Ad intervenire nel merito della questione, c’è anche Giuseppe Messina, responsabile Utl/Ugl di Palermo che dichiara:

“Il ripetersi di fatti così gravi che vedono protagonisti forze dell’ordine e nel caso specifico, della polizia locale, denotano la mancanza di sicurezza nelle città soprattutto, nelle aree metropolitane della Sicilia. É urgente e necessario – prosegue Messina – un tavolo di confronto con le forze politiche a tutti i livelli per definire un percorso di riforma del settore per rafforzarne le competenze e l’operatività attraverso nuovi e più massicci strumenti operativi e un rilancio dell’attività formativa.

 

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