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È allarme leshmania nel sud Italia, da qualche anno ormai. Volontari animalisti e padroni apprensivi ricorrono con maggiore facilità ai vaccini e ad una routine che si considera preventiva, ma si tratta di misure davvero efficaci? E poi, cos’è davvero la leshmaniosi? Sarà il Dottor Paolo Zarcone, medico veterinario operante a Palermo e ad Aspra, a rispondere alle curiosità e agli interrogativi più diffusi.

 

CHE COSA E’ LA LESHMANIOSI?

“La leshmaniosi è una patologia infettiva trasmessa dal flebotomo, insetto molto diffuso nel bacino del mediterraneo. È considerata una zoonosi, pertanto l’essere umano non rientra affatto fra i soggetti più colpiti.

Per infettare un cane occorre un numero relativamente limitato di morsi, mentre nel caso dei gatti o di altri animali l’infezione si trasmetterà soltanto a seguito di un numero sostanzialmente elevato di pizzichi. Nel caso degli uomini, l’infezione viene contratta solo con un elevatissimo numero di punture.”

 

E’ VERO CHE LA LESHMANIA E’ UNA PATOLOGIA DIFFUSA UNICAMENTE AL MERIDIONE?

“Beh sostanzialmente sì. In particolare qui in Sicilia si registrano un gran numero di casi: basti pensare che fra i cani che visito qui in ambulatorio, tre su cinque risultano positivi alla malattia.”

 

IL CANE PUO’ ESSERE CONSIDERATO UN VETTORE?

“Assolutamente no. La leshmania si attiva soltanto in presenza del flebotomo.”

 

ESISTE LA POSSIBILITA’ DI UNA ROUTINE PREVENTIVA?

“Da quando si è diffuso il vaccino si è avuta una significativa diminuzione dell’incidenza della patologia, parliamo dell’80-85%. Si tratta di una misura precauzionale che ha a che vedere con il sistema immunitario, ma non è l’unica: il mercato offre un gran numero di opzioni per proteggere il proprio animale dai parassiti, fra cui fialette e collari. Da non sottovalutare prodotti alla citronella e all’olio di neem.”

 

DALLA LESHMANIA SI GUARISCE?

“Sì, si guarisce. Naturalmente dipende da tanti fattori, fra cui il momento della diagnosi. A questo proposito sono consigliabili due esami sierologici l’anno, con cui valutare il titolo anticorpale contro la leshmania. Inoltre si raccomanda una verifica dell’elettroforesi, che occorre per accertarsi che il cane necessiti effettivamente di una terapia. Ci sono parecchi casi infatti, in cui l’animale risulta positivo alla patologia (ciò vuol dire che ha sviluppato gli anticorpi idonei a combatterla), ma non ha bisogno di profilassi leshmanicida.

Al momento esistono diverse terapie, la più comune consiste in iniezioni sottocutanee di antimoniato di neglumina, mentre il mantenimento prevede compresse di allopurinolo, un leshmaniostatico che elimina l’acido urico in eccesso.”

 

 

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