Professore Ninni Bonacasa
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di Ninni Bonacasa

Gridare allo scandalo dei concorsi truccati all’università dopo che un ricercatore ha scoperchiato la pentola è davvero ridicolo. Questo genere di mala affare negli atenei italiani c’è stato sempre; spesso ha inizio anche in caso di ammissione dei neo laureati alle scuole di specializzazione, fortemente condizionate dai baroni!

Basterà la proposta Cantone per raddrizzare questa deriva? Certo un membro esterno terzo, “responsabile anti-corruzione”, e sperando che sia davvero super partes, potrà limitare i danni, sempre che non si tratti di “figura suggerita”, ma resa obbligatoria per legge, dato che già qualcuno parla di vulnus alla dignità dei docenti universitari in massima parte persone per bene, responsabili e trasparenti che puntano a merito, ma siccome qualche mela marcia c’è sempre, meglio prevenire che reprimere!

Per restare ai commenti di questi giorni, Gian Antonio Stella sul quotidiano “Corriere della Sera” di ieri si chiede “se riusciranno i giudici a portare fino in fondo il processo ai baroni arrestati per l’ennesima ‘concorsopoli’ o finirà con la solita prescrizione dopo i soliti undici o dodici anni di lungaggini e rinvii”.

“Di arresti, scrive Stella, ne abbiamo visti tanti, ma le condanne per le troppe ‘selezioni pilotate’ sono state piuttosto rare degli ippopotami nel Garda (…). Il tutto è conseguente al fatto – a parte le luminose eccezioni – che le nostre università si sono riempite negli anni dio figuri di statura modesta o modestissima invece che di fuoriclasse che sono stati costretti ad emigrare all’estero”.

Dagli anni Sessanta ad oggi, per decenni ci sono stati molti scandali più o meno scoperti e pochi provvedimenti concreti, ed a mio modo di vedere, ora è tempo che si faccia una vera e propria inversione di marcia; anche perché se così non sarà, avremo ben poco da lamentarci sulla pochezza della didattica che è frutto di piccoli uomini, ignoranti quanto basta, ma che sono stati piazzati sulle cattedre e che a loro volta devono ricambiare il favore, presto o tardi che sia! Con buona pace anche di chi vanta eccessiva trasparenza e di auspicabili codici etici.