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“Il Mediterraneo è il mare dei popoli e non della burocrazia che con una miope visione lo ha semplicemente suddiviso in zone di pesca senza una chiara disciplina sull’accesso. Una misura insufficiente, un approccio limitato e irrispettoso della storia antica quanto attuale dell’area mediterranea il cui accesso alle acque deve necessariamente essere disciplinato in maniera comune da tutte le comunità che si affacciano sul Mediterraneo e che ne traggono benefici”.

Così Giuseppe Messina, a margine della seduta dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo che si è tenuto presso il Complesso Monumentale Filippo o Corridoni a Mazara del Vallo, nell’ambito della VI edizione di Blue Sea Land Expo dei Cluster del Mediterraneo, dell’Africa e del Medioriente.

“La politica di sostenibilità è di ricostituzione degli stock ittici – aggiunge il sindacalista – non può rispondere a logiche lontane dal processo decisionale che deve riguardare i 27 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Serve un nuovo approccio fondato sul dialogo e sul rispetto reciproco tra tutti i popoli mediterranei per introdurre un moderno modello di cooperazione internazionale per giungere ad uno sfruttamento consapevole e condiviso delle risorse alieutiche”.

“Ci auspichiamo che dalla VI edizione del Blue Sea Land, che vede la partecipazione di 58 Paesi, molti dei quali mediterranei – conclude Messina – sia il trampolino di lancio per l’istituzione di un Tavolo comune di confronto per il rilancio delle politiche nel Mar Mediterraneo archiviando per sempre, per esempio, la “guerra del pesce” che da oltre mezzo secolo rende instabile l’economia ittica e le relazioni transfrontaliere e si punti finalmente su scelte condivise per il bene comune e dei popoli del Mediterraneo”.

 

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