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Dall’incontro dei Sindaci delle Città Metropolitane con il Presidente del Consiglio è emerso che, come avevamo più volte sottolineato, le pesanti difficoltà finanziarie riguardano tutti gli Enti di Area Vasta.

Di conseguenza, avevamo ragione nel sostenere, anche se a dire il vero in pochi, che era assurdo ed incomprensibile attivare con determinazioni ufficiali le procedure per la dichiarazione di dissesto finanziario solo per la Città Metropolitana di Messina, così come è stato fatto dal Sindaco Metropolitano Accorinti e dal Commissario Romano, senza raccordarsi con le altre realtà Metropolitane, facendo così azione di lobbying.

Nella riunione gli Enti che si trovano a fronteggiare pesanti situazioni debitorie hanno prefigurato un eventuale piano di riequilibrio ventennale per ammortizzare i debiti, per cui appare fuori luogo e solo sensazionalistica l’insistenza di Accorinti sul possibile dissesto.

Ma nell’immediato, oltre all’utilizzo dei settanta milioni, da trasferire ai Liberi Consorzi Siciliani, che non riescono a pagare nemmeno gli stipendi ai dipendenti da mesi, dovrebbe essere utilizzato il prossimo previsto incontro tra i Sindaci Orlando, Bianco ed Accorinti con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Boschi e con l’assessore regionale Baccei per affrontare la questione del corposo impegno finanziario da destinare al funzionamento delle tre Città Metropolitane di Palermo, Catania e Messina, che doveva fare parte di un accordo più ampio sottoscritto fra Stato e Regione Siciliana.

Fermo restando che dopo le elezioni regionali andrebbe attenzionata la questione relativa alle funzioni, alle competenze ed ai meccanici di Governance che, fino ad oggi è stata affrontata maniera disorganica e scoordinata, ed è stata oggetto di iniziative legislative contraddittorie.

Michele Bisignano Coordinatore di Labormetro

 

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