Condividi, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  • 7
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    7
    Shares

All’alba di oggi, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato (Squadra Mobile di Catania, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Palermo, Messina e Cosenza) ha dato esecuzione ad ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa in data 23 settembre 2017 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di:

  1. GUGLIELMINO Simone (cl 1993), pregiudicato, già detenuto per altra causa;
  2. SANTANGELO Antonino Ivano (cl.1989), pregiudicato, già detenuto per altra causa;
  3. SANTONOCITO Domenico Cristian (cl.1988), pregiudicato;
  4. SCRIVANO Nunzio Davide (cl. 1986), pregiudicato;
  5. TRECCARICHI SCAUZZO Giuseppe (cl.1965), pregiudicato;
  6. PELLEGRITI Francesco (cl.1959), pregiudicato;
  7. COPPOLA Consolato Salvatore (cl.1968), pregiudicato, già detenuto per altra causa;
  8. PRIVITERA Pietro (cl.1978), pregiudicato, in atto sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’affidamento in prova ai servizi sociali, tratto in arresto a Messina;
  9. TROINA Francesco (cl.1971), pregiudicato, già detenuto per altra causa;
  10. CACCIOLA Giuseppe (cl.1986), pregiudicato, già detenuto per altra causa;
  11. CACCIOLA Gregorio (cl.1958), pregiudicato, già detenuto per altra causa;
  12. ELIA Giosafatte Giuseppe (cl.1974), inteso “Pinu Elia” pregiudicato, già detenuto per altra causa;
  13. FRANCAVILLA Pasquale (cl.1975), pregiudicato, già detenuto per altra causa;
  14. PERNA Marco (cl.1974), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa, , tratto in arresto a Cosenza;
  15. BENINATO Filippo (cl.1990), pregiudicato;
  16. PUCCI Daniele Mirco (cl.1984), pregiudicato, tratto in arresto a Cosenza;
  17. BARBERA Mattea (cl.1973), pregiudicata, per la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;
  18. BONCALDO Ramona Santa (cl.1991), pregiudicata, per la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;
  19. LO PINTO Gabriele (cl.1983), pregiudicato, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari, tratto in arresto a Palermo;
  20. TUTONE Rocco (cl.1978), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari, tratto in arresto a Palermo;
  21. D’ANTONI Manuel (cl.1988), pregiudicato, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari, tratto in arresto a Palermo;
  22. COMITO FABIO (cl.1979), pregiudicato, già detenuto per altra causa, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari, tratto in arresto a Palermo;
  23. LO NIGRO Onofrio (cl. 1973), pregiudicato, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari, tratto in arresto a Palermo,

ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana e detenzione ai fini di spaccio delle medesime sostanze, con l’aggravante, per taluni di essi, di avere commesso il fatto agendo con il metodo mafioso e al fine di agevolare le attività dell’associazione mafiosa riferibile al clan Cappello – Bonaccorsi.

La misura cautelare accoglie gli esiti di indagini di tipo tecnico, coordinate dalla D.D.A. e condotte dalla Squadra Mobile – Sezione Antidroga nell’arco temporale ottobre 2014 – aprile 2016, corroborate da attività di p.g. di tipo tradizionale e, successivamente, da dichiarazioni di collaboratori di giustizia, dalle quali è emersa l’esistenza di distinte organizzazioni criminali dedite all’attività di narcotraffico, operanti in diversi quartieri della città di Catania e provincia.

Tra tutte emergeva il gruppo criminale capeggiato da SARDO Sebastiano[1], inteso “Iano occhiolino” in atto collaboratore di giustizia, affiliato all’organizzazione mafiosa Cappello-Bonaccorsi.

Il gruppo, di cui facevano parte GUGLIELMINO Simone, SANTANGELO Antonino Ivano, SCRIVANO Nunzio Davide, TROINA Francesco, BENINATO Filippo e TRECCARICHI SCAUZZO Giuseppe, operante sotto l’egida del clan Cappello – Bonaccorsi, si distingueva per la sua articolata organizzazione, essendo in grado di gestire vendite e acquisti di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, rifornendosi da esponenti di spicco della criminalità organizzata calabrese, in particolare quella operativa nella piana di Gioia Tauro (RC), segnatamente da CACCIOLA Giuseppe e CACCIOLA Gregorio, e poi rivendendo a soggetti operanti in questo capoluogo nonché nelle città di Palermo e Siracusa.

Nel corso delle indagini emergeva un significativo contributo fornito al gruppo criminale da parte di due donne, BONCALDO Ramona Santa e la madre BARBERA Mattea, addette non solo a ricevere e custodire lo stupefacente, ma anche a confezionarlo per la successiva commercializzazione.

Il gruppo di soggetti palermitani che acquistavano consistenti quantitativi di stupefacente era composto da D’ANTONI Manuel, COMITO Fabio, LO PINTO Gabriele, LO NIGRO Onofrio  e TUTONE Rocco.

Le modalità operative del gruppo capeggiato da  SARDO e dai suoi accoliti si caratterizzavano, altresì, per la particolare efferatezza, consistita anche nel “sequestrare” gli acquirenti che non pagavano immediatamente le partite di droga.[2]

Invero, in data 26 marzo 2015 emergeva che il gruppo catanese aveva privato della libertà personale il citato D’ANTONI Manuel, il quale veniva prelevato a Palermo e costretto a seguirli a Catania ed ivi trattenuto fin quando non veniva versata la somma di 16.000 euro, a titolo di parziale pagamento della vendita di una partita di stupefacente del tipo cocaina.

Particolarmente significativo risultava un sms inviato da SCRIVANO Nunzio Davide ad un palermitano: “Ciao Piero sono Davide porta 16 mila euro a Ct e in più il cognato di Gabriele e ti vieni a prendere a Manuele”.

__________________________

[1]pregiudicato, in atto detenuto. Il predetto è stato tratto in arresto dalla Squadra Mobile di Catania in data 19.1.2017, nell’ambito dell’operazione “Wink”, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, emessa in data 27 dicembre 2016 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di n.16 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime e reati in materia di armi. 

[2]  A detto gruppo criminale  è imputabile il sequestro di un soggetto avvenuto a Toravjanica (RM) il pomeriggio del 3 marzo 2016. Gli autori del delitto, tra cui GUGLIELMINO Simone e SANTANGELO Antonino Ivano, vennero tratti in arresto la sera del 3 marzo in località Messina in quanto  ritenuti responsabili del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione. La vittima, costretta sotto la minaccia di una pistola a salire a bordo di un’autovettura Mercedes, riferì che il suo sequestro era da ricondurre ad un debito contratto da uno dei suoi figli con il gruppo, pari a circa 130.000 euro, per l’acquisto di un quantitativo di stupefacente. Il sequestro era stato posto in essere per ottenere il recupero della citata somma.

In altra circostanza, gli indagati sottraevano un cane come ritorsione nei confronti di CACCIOLA che non aveva restituito una somma di danaro per una partita di stupefacente.

Nel prosieguo delle indagini, emergeva un ulteriore canale di approvvigionamento di stupefacenti sull’asse Calabria – Catania, con stupefacente fatto giungere anche dall’estero.

I servizi di intercettazione condotti dagli Agenti dell’Antidroga facevano rilevare consolidati collegamenti del gruppo catanese con altri soggetti calabresi dediti al narcotraffico (cocaina e hashish) tra cui spiccavano il reggino ELIA Giosafatte Giuseppe, inteso “Pinu Elia” ed i cosentini PERNA Marco, PUCCI Daniele Mirco e FRANCAVILLA Pasquale.

In particolare, nel corso delle indagini, emergeva che ELIA Giosafatte Giuseppe riforniva di  stupefacenti COPPOLA Consolato Salvatore, il quale, per l’approvvigionamento ed il successivo trasporto in terra siciliana, si avvaleva di PELLEGRITI Francesco, autista di mezzi pesanti.

Nel corso dell’attività di indagine, a riscontro dell’illecito traffico, venivano effettuati arresti e sequestri di stupefacenti, di cui si riportano i più significativi:

 

  • In data 20 marzo 2015, personale della Sezione Antidroga traeva in arresto VITALE Concetto (cl.1972), in quanto ritenuto responsabile del reato di trasporto di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Ad esito di mirato servizio di osservazione svolto in questo centro, personale dipendente individuava VITALE Concetto il quale viaggiava a bordo di autovettura Renault Modus. Alla vista del predetto personale Vitale Concetto lanciava una borsa, prontamente recuperata dal personale operante, con all’interno n. 3 panetti contenente sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di 3,5 kg. circa, commissionata ai calabresi da COPPOLA Consolato Salvatore.

 

  • In data 12 aprile 2015, personale della Sezione Antidroga traeva in arresto SCUDERI Luigi (cl.1988), in quanto ritenuto responsabile di trasporto di sostanza stupefacente del tipo hashish. Il predetto, bloccato a bordo di autovettura Fiat Punto è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile ove, a seguito di perquisizione, all’interno della vettura sono stati rinvenuti n. 28 panetti da 1 kg. circa cadauno di hashish per un peso complessivo di 28,400 kg. circa.

 

  • In data 23 maggio 2015, la Squadra Mobile di Siracusa, su indicazioni di personale della Sezione Antidroga, traeva in arresto TROINA Francesco (cl.1971), per il reato di trasporto e detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Ad esito di perquisizione eseguita sul veicolo condotto da TROINA Francesco veniva rinvenuto un panetto di cocaina per un peso complessivo di 1 kg. circa.

 

  • In data 6 giugno 2015, la Squadra Mobile di Torino, su indicazioni di personale della Sezione Antidroga, traeva in arresto ZAROULI Mohamed Lamine, marocchino (cl.1985), CHIAPPETTA Giuseppe(cl.1983), RITACCO Marcello (cl.1973) e RITACCO Fabio (cl.1977), in quanto ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish. I predetti, ad esito di perquisizione, venivano trovati in possesso di sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso complessivo di 11 kg. circa.

 

  • In data 27 giugno 2015, la Procura Distrettuale della Repubblica di Catania emetteva decreto motivato di ritardato arresto e sequestro a carico di SANTANGELO Antonino Ivano a seguito del rinvenimento e sequestro, operato dagli agenti della Sezione Antidroga in questa via Zaccà – occultati in un canneto – di alcuni borsoni contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana per un peso complessivo di 48 kg. circa.

 

Due destinatari della misura allo stato irreperibili sono attivamente ricercati.

Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso le case circondariali di Catania – “Bicocca “ e “piazza Lanza”, Palermo e Cosenza.

Alla fase esecutiva hanno partecipato equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale e personale delle Squadre Mobili di Palermo, Messina e Cosenza.

 

I particolari dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la Sala Riunioni della Questura di Catania – piazza Santa Nicolella n.8 – alle ore 11.00.

L’operazione è stata denominata “Double track”.

[1]pregiudicato, in atto detenuto. Il predetto è stato tratto in arresto dalla Squadra Mobile di Catania in data 19.1.2017, nell’ambito dell’operazione “Wink”, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, emessa in data 27 dicembre 2016 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di n.16 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime e reati in materia di armi.

[2]  A detto gruppo criminale  è imputabile il sequestro di un soggetto avvenuto a Toravjanica (RM) il pomeriggio del 3 marzo 2016. Gli autori del delitto, tra cui GUGLIELMINO Simone e SANTANGELO Antonino Ivano, vennero tratti in arresto la sera del 3 marzo in località Messina in quanto  ritenuti responsabili del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione. La vittima, costretta sotto la minaccia di una pistola a salire a bordo di un’autovettura Mercedes, riferì che il suo sequestro era da ricondurre ad un debito contratto da uno dei suoi figli con il gruppo, pari a circa 130.000 euro, per l’acquisto di un quantitativo di stupefacente. Il sequestro era stato posto in essere per ottenere il recupero della citata somma.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here