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Il 23 ottobre la Commissione europea ha pubblicato uno studio sulle assegnazioni dello spettro radio per il 5G, la prossima generazione di standard per la telefonia mobile.

L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare gli elementi, i processi e le condizioni specifiche in base alle quali gli spettri radio, in particolare per l’uso di 5G dovrebbero essere autorizzati e assegnati dai singoli Paesi UE. Illustra inoltre come l’accesso tempestivo allo spettro può contribuire in modo più completo agli obiettivi generali fissati dal quadro normativo dell’UE.

In particolare il documento mostra, attraverso dei casi di studio, come la durata delle licenze e i prezzi di aggiudicazione in asta abbiano degli effetti diretti sugli investimenti per una migliore copertura di rete. Viene dimostrato come i livelli di investimento siano maggiori nei paesi che hanno concesso licenze con una durata più lunga e come una minore disponibilità del 4G sia connessa a dei prezzi dello spettro più elevati.

I risultati di questo studio potranno essere d’aiuto ai negoziati fra il Parlamento europeo e il Consiglio sulla proposta della Commissione riguardante le nuove norme UE in materia di telecomunicazione: il codice europeo delle comunicazioni elettroniche.

Questo nuovo pacchetto di norme è uno strumento fondamentale per la costituzione di un mercato unico digitale, che serve a promuovere gli investimenti nelle reti ad alta velocità e di elevata qualità e a fornire la base necessaria per l’introduzione del 5G simultaneamente in tutta Europa.

Lo studio della Commissione è stato pubblicato in vista della riunione del Consiglio dei ministri nazionali delle telecomunicazioni dello scorso 24 ottobre a Lussemburgo, dove si è parlato delle misure di assegnazione dello spettro e sull’introduzione del 5G, sfida su cui si gioca la competitività dell’Europa nel settore digitale.