Professore Ninni Bonacasa
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di  Ninni Bonacasa

“Se anche i sussidiari della scuola elementare definiscono ‘clandestini’ i ‘migranti’ che sbarcano sulle coste italiane, si capisce quanto ancora sia lunga (e impervia) la strada della lotta alle discriminazioni nella scuola, luogo che, invece, dovrebbe essere accogliente e inclusivo”
[Paolo Ferrerio su”Avvenire” del 26/10/2017]

Ha conquistato le pagine dei quotidiani nazionali cartacei, televisivi e web un brano di un sussidiario della quinta classe in uso nella scuola primaria sotto accusa per aver creato un mix pericoloso tra stranieri, profughi, immigrati e clandestini, come se fossero la stessa cosa, mentre secondo gli autori del libro contestato “è stata fotografata la realtà”, o almeno quella percepita!
Peccato che questa realtà sia stata solo gradita al segretario della Lega Matteo Salvini, che apprezzando oltre ogni misura la pagina del sussidiario, non solo si chiede perché si sia fatto tanto clamore per la parola “clandestino” e non per corrispondenze connesse (sarebbe davvero troppo!), ma entusiasticamente annuncia che acquisterà cento copie del sussidiario sotto accusa per regalarlo ad insegnanti e bambini!
Sarebbe davvero clamoroso, pur se nello stile del leader leghista peraltro non nuovo a sparate del genere, e c’è solo da sperare, se la donazione si dovesse concretizzare, che insegnanti e alunni, facciano barchette e aeroplanini con la pagina incriminata, per non dire altro.

La frase incriminata
«È aumentata la presenza di stranieri provenienti soprattutto dai paesi asiatici e dal Nordafrica. Molti vengono accolti nei centri di assistenza per i profughi e sono clandestini, cioè la loro permanenza in Italia non è autorizzata dalla legge».
Questa la frase del sussidiario per la quinta elementare che ha provocato le reazioni scandalizzate, fra gli altri, dell’ex sindaco Pd di Lampedusa, Giusy Nicolini.

Reazioni opposte
Simona Malpezzi, responsabile scuola del Pd, con altri parlamentari di altri partiti, ha presentato un’interrogazione alla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli per sapere come intenda intervenire.
Il leader della Lega, Matteo Salvini, viceversa, ha annunciato che acquisterà “almeno cento copie del sussidiario” da distribuire agli insegnanti e agli alunni, per puntualizzare il concetto di “clandestino”.


Ma c’è di più, dà man forte a Salvini, guarda caso, il quotidiano “Libero” che afferma che “il libro dice solo la verità sui profughi”! L’ex sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini del Pd, si chiede se siano questi i testi più idonei per formare i cittadini di domani e la ministra Fedeli, a tal uopo interrogata, annuncia “un confronto aperto con l’Aie perché si attivi per le opportune verifiche”.
Tirare in ballo gli insegnanti che hanno adottato il libro di testo a cui probabilmente, assieme a tanti altri, hanno dato appena uno sguardo in generale ignorando strafalcioni e contenuti fuorvianti di questo genere, sarebbe troppo! A meno che, chi ha adottato il sussidiario, non la pensi allo stesso modo di autori, leghisti, fascisti; insomma xenofobi in generale.
Opportuno e doverose il commento di Paolo Ferrario che, sul quotidiano “Avvenire” di ieri, scrive: “Se anche i sussidiari della scuola elementare definiscono ‘clandestini’ i ‘migranti’ che sbarcano sulle coste italiane, si capisce quanto ancora sia lunga (e impervia) la strada della lotta alle discriminazioni nella scuola, luogo che, invece, dovrebbe essere accogliente e inclusivo”.