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Dal 2010 lo stipendio medio reale nella scuola ha perso il 12,4% del potere d’acquisto. Non lo afferma un sindacato di categoria, bensì il quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” (“Statali, alla scuola il conto maggiore della crisi” di Gianni Trovati in “Il Sole 24 Ore” del 30 ottobre 2017).
Ora che i tavoli di contrattazione sono aperti per il Pubblico impiego, scuola compresa, la torta complessiva da dividere è di 2,85 miliardi (1,7 mld/euro nella Legge di Bilancio + 1,15 mld/euro accantonati nelle 2 ultime Finanziarie), ma bisognerà fare i conti con la realtà della crisi ancora non superata ed i quasi 10 anni di stallo contrattuale a cui si è sopperito nella scuola, ma non per tutti, con la Carta del Docente, il bonus da 500 euro all’anno (per acquisto di libri, software, partecipazione a corsi di formazione, ecc.).
A scuola, scrive Trovati, è atteso anche il primo passo che avvicinerà gli stipendi dei dirigenti scolastici a quelli degli altri dirigenti pubblici, “con un aumento che entro il 2020 dovrebbe arrivare a 400 euro e che fa storcere il naso agli insegnanti”.
A questo proposito ricordiamo che parte di essi, tramite associazioni ed aggregazioni varie, chiedono almeno 200 euro al mese ed invitano i sindacati rappresentativi e firmatari dell’Accordo di novembre 2016 a non firmare il nuovo contratto al ribasso. Un chiaro avvertimento che dopo l’incontro tecnico di ieri, si svilupperà a partire dall’8 novembre p.v. e con altri incontri nello stesso mese e nel prossimo mese di dicembre.

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