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Vittoria (RG) – Responsabilità. È la parola d’ordine che Fabrizio Micari, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Sicilia, ha lanciato ieri sera da Villa Melania, nel corso di un incontro con Concetta Fiore, candidata di punta della lista “Micari Presidente”.

Dopo l’introduzione di Lorenzo Scuderi, segretario cittadino del Partito Democratico, Concetta Fiore ha sottolineato come al di là del risultato delle urne, i candidati della lista “Micari Presidente” sono tutte persone oneste e per bene, senza intrecci con i poteri forti, a differenza di quello che accade in altre liste avversarie, tra parentopoli e impresentabili vari.

Su questo tema ha insistito anche Micari, che ha diviso in suo intervento in due parti. Nella prima, ha illustrato i criteri di trasparenza, competenza e rappresentanza con cui sono state costruite le sue liste nelle varie province siciliane («Abbiamo liste di candidati forti, capaci e competenti e di persone per bene; quest’ultimo dovrebbe essere un presupposto scontato ma purtroppo non è così»); ha esposto il programma «semplice, stringato, quasi elementare», basato su lavoro, diritti e territorio e mostrato le concrete chances di successo della lista Micari Presidente che i sondaggi danno intorno al 5%. «I sondaggi “fotografano” il voto di opinione – ha aggiunto – La differenza la faranno i consensi dei singoli candidati». Ma bisognerà fare i conti con la disaffezione dei siciliani dalla politica: «Se un quarto dei siciliani non sa che il 5 novembre si va a votare, se il cinquanta per cento e forse più domenica non andrà a votare, la colpa è della politica, del fatto che per troppo tempo si è parlato di questioni che non interessavano alla gente».

Nella seconda parte Micari ha fatto un’analisi dello scenario politico, concludendo il suo intervento con un appello alla responsabilità. «Da un lato c’è una coalizione di destra che ha raccolto di tutto. Il confronto televisivo nel programma di Lucia Annunziata è stato un massacro per il centrodestra. Musumeci ha ammesso di aver appreso i nomi degli impresentabili nelle sue liste solo dai giornali. Si potrebbe aggiungere: dalle pagine di cronaca nera, visto quello che c’era. Non può tirarsi fuori da questa situazione dicendo: “non lo sapevo, le liste le hanno fatte gli altri”. Se sei il candidato presidente, non te lo puoi permettere. Io lo sapevo come erano fatte le nostre liste, in ciascuna parte della Sicilia. Mi dispiace molto che la commissione antimafia darà il suo giudizio sugli impresentabili solo dopo le elezioni. Vorrei capire a che servirà». Se il centrodestra è pieno di impresentabili, il Movimento 5 stelle lo è di incompetenti: «hanno combinato disastri dappertutto, a Roma, a Torino, a Ragusa. Dovunque abbiano governato, hanno sfasciato le amministrazioni. Sentendoli parlare, mi sembra che abbiano studiato sui Bignami della politica».

Ma le stilettate più dure le riserva per Claudio Fava. «Non voglio usare le categorie del voto utile o non utile. Certamente un voto dato a Fava è un voto irresponsabile. Vogliono fare una prova di forza, vedere quanto pesa la sinistra rispetto al centrosinistra, per poi misurarsi in vista delle elezioni nazionali. Ma lo fanno sulla pelle dei siciliani. È un voto alla sinistra ma che favorisce la destra. Come nel 1998 quando Bertinotti fece cadere Prodi e consegnò l’Italia a Berlusconi. Questa è storia. E il rischio c’è anche qui. I voti dati a Fava sono tolti a noi e favoriscono gli altri. La Sicilia è una cosa seria. Con queste elezioni si decide il nostro futuro e quello dei nostri figli. Il senso di responsabilità richiede che questo voto non venga perduto. Consegnare questa terra a chi la vuole gestire per i suoi interessi privati o non la saprebbe gestire è da irresponsabili». Per questo occorre moltiplicare gli sforzi, in vista dello slancio finale. «Le vittorie in zona Cesarini – ha commentato – sono le più belle. Da buon calciofilo, per me vincere all’ultimo minuti, anche se su calcio di rigore regalato dall’arbitro, è sempre una vittoria meravigliosa».