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di Ninni Bonacasa

Il summit del 10 e 11 novembre dedicato al disarmo nucleare, fortemente voluto da Papa Francesco, con i rappresentanti dell’Onu, della Nato e undici Premi Nobel per la Pace, potrebbe essere l’occasione ideale per progettare una “nuova formula di mediazione” tra Corea del Nord e gli altri Stati, per garantire la pace e il benessere al mondo intero.

Papa Bergoglio ha più volte parlato “dell’urgenza di eliminare tutte le bombe atomiche e di trovare una modalità nuova per garantire la sicurezza degli Stati basata sullo sviluppo della fiducia reciproca, sulla buona volontà, sul rispetto delle leggi e della giurisprudenza internazionale, ma soprattutto sul rispetto e la garanzia per tutti dei diritti umani”.

Anche lunedì scorso Papa Francesco ha denunciato il commercio delle armi in generale e parlando di quelle nucleari ha affermato che esse “sono una minaccia che purtroppo è presente da decenni, ma che ogni tanto si fa più acuta, come nei momenti attuali”. “Siamo in una vera e propria guerra”, ha affermato il Papa, e si rischia “il suicidio dell’umanità”.