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EurPiccolo ma efficace. Il fondo UE di adeguamento alla globalizzazione (FEG) ha offerto un ammortizzatore sociale a quasi 20 mila lavoratori europei, aiutandoli ad adeguarsi all’evoluzione della struttura degli scambi commerciali e alle conseguenze delle crisi economica e finanziaria degli ultimi anni. I risultati si riferiscono al 2015-2016 e sono contenuti in una relazione che la Commissione europea ha pubblicato lo scorso 31 ottobre.

Marianne Thyssen, Commissaria UE per il lavoro, si mostra soddisfatta. Pur nei limiti del bilancio di 70 milioni di euro, il fondo è riuscito a riportare nel mondo del lavoro quasi 10 mila lavoratori nel periodo 2015-2016. Il fondo è un segno tangibile, sostiene la Commissaria Thyssen, della solidarietà europea nei confronti dei lavoratori vittime dei licenziamenti di massa dovuti alla globalizzazione o alla crisi.

Più nel dettaglio, dei circa 20 mila beneficiari del fondo nel 2015-2016, quasi la metà (9 072 lavoratori per l’esattezza), hanno trovato un nuovo impiego o un’attività autonoma a distanza di un anno, al termine del periodo di attuazione delle misure, mentre altre 645 persone partecipavano a corsi di istruzione o formazione professionale per aumentare le loro prospettive di occupabilità.

La relazione della Commissione nota come gli Stati membri abbiano indicato che la situazione personale, l’occupabilità e la fiducia in se stessi dei lavoratori interessati sono visibilmente migliorate grazie all’assistenza e ai servizi del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, anche nel caso di coloro che non avevano trovato un nuovo lavoro subito dopo la fine delle misure.

Tali risultati positivi sono incoraggianti, soprattutto dato il difficile contesto in cui sono stati ottenuti. La situazione del mercato del lavoro era particolarmente problematica in alcuni Stati membri nel periodo contemplato dalla relazione. Alcune regioni che soffrivano già di tassi di disoccupazione superiori alla media hanno assistito a licenziamenti di massa; molti lavoratori che hanno ricevuto l’assistenza erano scarsamente qualificati o erano svantaggiati nella ricerca di impiego sotto altri aspetti. Questo dimostra ancora una volta che i finanziamenti dell’UE, come il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, possono fare la differenza, soprattutto per le persone più vulnerabili delle nostre società.

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, fondato nel 2007, compie quest’anno 10 anni. Dalla sua creazione, ha ricevuto 147 domande di sostegno, corrispondenti a circa 600 milioni di EUR destinati ad aiutare circa 137 600 lavoratori e 2 944 NEET, ossia giovani che non lavorano e non partecipano ad alcun ciclo di istruzione o formazione.