Condividi, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

I Sindacati lo dicono da tempo. Nonostante i brillanti risultati conseguiti nei primi nove mesi dell’anno, superiori di circa l’80% rispetto allo stesso periodo del 2016, le relazioni sindacali con il Gruppo Unicredit registrano una fase di stallo. A  partire dal primo  dicembre si sommeranno, in tutto il territorio nazionale,  alle uscite dei precedenti Piani Industriali (oltre 5000 dipendenti in esodo anticipato) ulteriori  1600 uscite.

“Per far fronte a questo –  affermano Giuseppe Angelini (FABI), Gabriele Urzì (FIRST/CISL), Elia Randazzo (FISAC/CGIL), Salvatore Li Castri (UILCA), l ’azienda “naviga a vista”, con assenza di  procedure che semplifichino l’operatività, rimodulazione di portafogli che allontanano in modo incomprensibile il gestore dal cliente, adibizione a nuovi ruoli senza che sia stata precedentemente fornita adeguata formazione, trasferimenti di colleghi che si trovano in situazioni di disagio, personale e familiare.

Ma l’aspetto piu’ grave è che Unicredit dimostra di non volere assolutamente investire sulla Sicilia dove, da oltre dieci anni, si sono registrate meno di dieci assunzioni a fronte di migliaia di esodi. Non solo –  continuano i sindacalisti –  si continua con una miope politica di chiusura indiscriminata delle filiali con la prossima chiusura di ulteriori 14 dipendenze in Sicilia (4 in Provincia di Palermo – Palermo De Gasperi, Palermo Principe di Paterno’, Bagheria Corso Butera e Terrasini – e 10 nel resto dell’Isola  – Augusta Viale Italia, Belpasso Valcorrente Etnapolis, Campobello di Licata, Catania Corso Italia, Catania Cutelli, Catania Etnea “B”, Gibellina, Sant’Agata Li Battiati, Solarino, Trapani Regione Siciliana, con un impoverimento progressivo ed indiscriminato della Rete Territoriale”.

“Emblematica poi , concludono i Sindacalisti che annunciano una durissima vertenza nazionale che si articolerà in una serie di assemblee con i lavoratori per adottare le migliori forme di mobilitazione, la vicenda del Credito Su Pegno. Da mesi Unicredit non fa chiarezza su una possibile cessione del comparto che registra  circa 200 milioni di euro di impieghi, 35 filiali in tutta Italia e che solo a Palermo occupa 40 lavoratori che vivono una intollerabile incertezza sul loro futuro lavorativo.”