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Nella giornata di ieri, personale del Commissariato Borgo Ognina unitamente a personale del Servizio Gestione Riserve Naturali della Città Metropolitana di Catania ha ispezionato la Riserva Naturale Oasi Del Simeto – Area di massima protezione rientrante nell’area SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona di Protezione Speciale); ciò in quanto detta aerea, che insiste su una superficie pari a 2000 ettari, è divenuta oggetto di vandalizzazione, deterioramento e sfruttamento, specialmente per ciò che riguarda la pesca di frode.

All’interno della Riserva fino ad arrivare al letto del fiume è stata rilevata la presenza di numerosi natanti, alcuni dei quali provvisti di motore e ormeggiati illegalmente sulle sponde del fiume, altri posti “a secco” sul suolo, con presenza di materiale vario da pesca del tipo reti, galleggianti, altresì contenitori in plastica e vari rifiuti, tra cui tracce di lubrificanti, con evidente deterioramento dell’habitat e conseguente danneggiamento della fauna e della flora protetta.

Il personale di polizia dopo un’attenta attività di osservazione, ha avvistato prima un individuo e, immediatamente dopo, altri due soggetti che tempestivamente sono stati raggiunti e bloccati prima che salpassero con la propria barca e iniziassero la propria attività di pesca illegale con particolare riferimento al novellame. Tutti e tre i pescatori sono stati indagati in stato di libertà per il reato di deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto che punisce chi ne compromette lo stato di conservazione (art. 733 bis c.p.) e ai sensi dell’art. 11 della Legge Quadro sulle Aree Protette; inoltre, a due di questi, proprietari delle barche ormeggiate, è stata contestata la violazione amministrativa di cui all’art. 2 del Decr. Ass. Reg. Territorio n. 824 del 30/05/1987 che prevede una sanzione di euro 309 per essersi introdotti all’interno del sito protetto con una barca a motore; i due natanti sono stati sequestrati penalmente.

L’attività di osservazione è proseguita per il resto della mattinata e, a tal riguardo, poche ore dopo, da uno dei punti di osservazione, i poliziotti hanno notato un’imbarcazione a ridosso dell’area sfociale del fiume, dunque sempre in area protetta; a quel punto è stato richiesto l’intervento della Guardia Costiera e ciò per evitare che detto natante potesse fuggire via mare ed interrompere l’attività illegale in corso; personale della Guardia Costiera, una volta intercettato il natante con quattro individui a bordo ha provveduto a bloccare l’imbarcazione e ad accompagnarla presso il porto di Catania per l’ulteriore attività di polizia giudiziaria. I quattro individui, anche in questo caso, sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto che punisce chi ne compromette lo stato di conservazione (art. 733 bis c.p.) e l’imbarcazione di proprietà di uno di loro è stata sequestrata penalmente; infine all’interno del natante sono stati rinvenuti parecchi kilogrammi di pesce appena pescato (tra cui novellame), che è stato sequestrato e dopo un’ accurata ispezione da parte di personale dell’Asp per verificarne la genuinità è stato donato in beneficienza alla locanda del Samaritano. Per quanto riguarda la violazione riguardante l’illegale pesca del novellame, triglie e orate, si precisa che ai 4 individui è stata irrogata la sanzione di euro 1000 cadauno. Al proprietario dell’imbarcazione, inoltre, sono state contestate violazioni amministrative punite con sanzioni di oltre 2.000 euro per l’attività di pesca effettuata e per detenere attrezzatura da pesca non consentita, non autorizzata e non conforme alla normativa vigente.

Infine un altro individuo è stato sorpreso mentre si introduceva con il proprio veicolo all’interno dell’area protetta con mezzi di cattura e di pesca, per tali ragioni anche allo stesso è stata contestata una violazione amministrativa con sanzione di euro 103.

 

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