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In occasione del 10° anniversario della Giornata europea degli antibiotici il 15 novembre, la Commissione ha ribadito il suo impegno nella sensibilizzazione al fenomeno della resistenza antimicrobica, come dichiarato dal Commissario per la Salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis e dal Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione Carlos Moedas.  

Gli antimicrobici, come gli antibiotici, sono sostanze usate per uccidere i microrganismi o per interromperne la crescita e la proliferazione. Sono comunemente usati in medicina e in veterinaria per il trattamento di un ampio ventaglio di malattie infettive. La resistenza antimicrobica consiste nella capacità di microrganismi di resistere a trattamenti antimicrobici.

L’uso eccessivo e l’abuso di antibiotici sono considerati le cause della crescita e della diffusione di microrganismi resistenti alla loro azione, con una conseguente perdita di efficacia delle terapie e gravi rischi per la salute pubblica. Ne sono testimonianza i 25 mila decessi provocati ogni anno che, secondo le stime più drammatiche, rischiano di aumentare fino a 390 mila entro il 2050, in caso di aumento del 40% degli attuali tassi di resistenza. Alle spese sanitarie aggiuntive si aggiungono perdite di produttività pari a 1,5 miliardi di euro ogni anno. L’aumento della resistenza anche ad antibiotici di ultima generazione potrà determinare in futuro l’impossibilità di effettuare interventi chirurgici importanti e trapianti di organi o di impiantare efficacemente dispositivi come protesi e valvole cardiache. L’ipotesi di un futuro “post-antibiotico” minaccia seriamente la nostra salute.

Per invertire questa tendenza, l’Europa punta tutto sulla ricerca, in particolare tramite il programma UE “Horizon 2020” che ad oggi finanzia progetti per un totale di 350 milioni di euro a cui se ne aggiungeranno 200 nei prossimi tre anni. Ulteriore intervento concreto consiste nel piano di azione europeo “One Health” insieme alle linee guida europee per un utilizzo prudente di antimicrobici in ambito sanitario. L’obiettivo è ridurre l’uso inappropriato ed incentivare la prudenza nella somministrazione di antimicrobici sugli umani, con attenzione particolare soprattutto agli antisettici. Particolare attenzione viene data anche alla prevenzione delle  infezioni.  

I destinatari di queste iniziative sono i governi nazionali, regionali e locali, il personale sanitario e gli amministratori di strutture sanitarie. Le linee guida si basano su un rapporto tecnico elaborato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e suggeriscono misure, buone pratiche cliniche, sistemi e processi per gli Stati Membri da prendere in considerazione durante lo sviluppo e l’implementazione della singola strategia nazionale. Tali linee guide includono, inoltre, attività che possono essere attuate da organizzazioni internazionali ed agenzie in supporto allo sviluppo ed all’implementazione della strategia nazionale.