Condividi, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  • 19
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    19
    Shares

ll 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, fenomeno che purtroppo pare non regredire, anzi sono sempre più numerose le vittime di femminicidio in Italia e la cronaca di questi giorni lo testimonia chiaramente. La libertà delle donne continua ad essere sotto attacco, qualsiasi scelta è continuamente giudicata e ostacolata. All’aumento delle morti non corrisponde una presa di coscienza delle istituzioni e della società che anzi continua a colpevolizzarci. Non accettiamo il ricatto della paura, le strade sicure le fanno le donne che le attraversano. Respingiamo i consigli paternalisti di chi ci vorrebbe rassegnate al nostro destino di angeli del focolare, fragili ancelle di una società misogina e patriarcale. Rifiutiamo con forza la retorica vittimista, funzionale soltanto al nostro addomesticamento, In più parti del paese e da diversi gruppi di donne emerge da tempo la necessità di dar vita ad un cambiamento sostanziale di cui essere protagoniste e che si misuri sui diversi aspetti della violenza di genere per prevenirla e trovare vie d’uscita concrete. Combattere la violenza maschile e di genere significa mettere in discussione la cultura e i rapporti sociali che la sostengono. Non abbiamo bisogno di tutori o guardiani, non siamo vittime e non ce la siamo cercata. Lottiamo per un cambiamento strutturale, a partire dalla scuola, dal lavoro, dalla salute, dall’amministrazione della giustizia e dai media, pretendiamo il rispetto dei nostri percorsi di libertà e autodeterminazione e della nostra indipendenza. Per questo reclamiamo i mezzi e le risorse per autodeterminarci e scegliere sulle nostre vite. La violenza di genere ci appare in varie forme: nelle pubblicità, dove vengono ritratte donne sempre e soltanto come oggetto del desiderio maschile; nella rappresentazione di donne ‘meritevoli’ che viene restituita dalle istituzioni e dai media come angelo del focolare, moglie e madre amorevole; nei continui attacchi alla legge 194 che dovrebbe garantire il diritto all’aborto, messo in discussione ogni giorno dagli obiettori di coscienza nei presidi sanitari sul tutto il territorio nazionale; nelle discriminazioni che continuamente subiscono ogni giorno le donne, identificate come sesso debole, sui posti di lavoro. La violenza di genere è un fenomeno sociale che viene perpetrato quotidianamente non solo alle donne ma a tutte le categorie deboli, o meglio identificate come tali dalla società, come tutte le minoranze e la comunità Lgtb. La convinzione è che molto potrà cambiare se, facendo rete, iniziamo ad avviare ragionamenti capaci di innescare processi di inversione di questa mentalità costruita sul modello maschile, di queste relazioni in cui è evidente uno squilibrio di potere dettato dal patriarcato e da una diffusa indifferenza.Siamo la marea che ha attraversato le strade di Roma lo scorso 26 novembre. Siamo le stesse che l’8 marzo hanno costruito il primo sciopero globale insieme alle donne di tutto il mondo, dalla Polonia all’Argentina, dagli Stati Uniti alla Turchia, dalla Spagna al Brasile. Il prossimo 25 novembre inonderemo di nuovo le strade di Palermo,  per lanciare un messaggio chiaro: non ci fermeremo finché non saremo libere dalla violenza maschile e di genere in tutte le sue forme. Manifestazione contro la violenza sulle donne il 25 novembre ore 17 piazza Verdi Palermo.