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di Elisabetta Luparello

Non c’è giorno in cui accendendo la televisione, leggendo un quotidiano o spulciando notizie in web non si senta parla di “crisi”.

Nel vortice anche la nota azienda dolciaria Melegatti, fondata nel 1894 a Verona da Domenico Melegatti, dal mese di ottobre costretta a chiudere probabilmente per un errato investimento che prevedeva l’apertura di un nuovo stabilimento.

I 90 lavoratori costretti alla cassa integrazione, insieme ai circa 200 dipendenti stagionali, non si sono arresi e carichi di buoni propositi hanno deciso di provarle tutte: si son recati dinanzi il municipio di san Giovanni Lupatoto (provincia di Verona, dove ha sede l’azienda), ottenendo così l’appoggio ed il supporto del primo cittadino; decisi a far conoscere la vicenda ai consumatori hanno creato una “campagna” in web con l’hasthag #NoiSiamoMelegatti, riscontrando un gran sussesso; ultimi, e non di certo per importanza, i fornitori, che hanno consegnato le materie prime per permettere alla fabbrica di riaprire proprio nel periodo dell’anno più importante, cioè a ridosso delle festività natalizie.

L’azienda da un paio di giorni ha così riaperto i battenti, speriamo non sia costretta a richiuderli.

Proporrei #UnPandoroPerSalvarla, in fondo, che ci costa?