Professore Ninni Bonacasa
Condividi, fallo sapere ai tuoi amici ! 
  • 10
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    10
    Shares

di Ninni Bonacasa

Le “scoperte” pentastellate per stipendi della scuola, pensioni, Jobs Act e Legge 107/2015

L’aspirante premier, Luigi Di Maio, esponente di punta del Movimento Cinque Stelle (M5S), in clima di campagna elettorale “scopre” la scuola ed altro ancora: afferma che il personale docente ed ATA ha stipendi da fame, propone di abolire la legge Fornero sulle pensioni, il Jobs Act e la Legge 107/2015.
Dire che sfonda tante porte aperte è davvero poco!
Sugli stipendi da fame del personale della scuola, dirigenti compresi, s’è detto tutto; basterebbe che Di Maio leggesse i documenti del comparto scuola esitati prima e dopo la Manifestazione nazionale del pomeriggio del 14 dicembre davanti a Montecitorio per saperne di tutto di più.
L’abolizione della legge Fornero è stata oggetto di grande attenzione sindacale, politica e mediatica, ma il pentastellato Di Maio lo scopre adesso. Meglio tardi che mai, si dirà, ma c’è un solo problema di fondo: chi lo dice a Boeri? E soprattutto dove sono i soldi per poter fare marcia indietro, visto che l’unico possibile aggiustamento è stato quello di elevare a 19 le categorie usuranti esentate?
Il Job Act è stato palestra di incontri-scontri feroci tra sostenitori ed oppositori: affermare sempre a parole da parte dell’aspirante premier non basta, Di Maio si dovrebbe sforzare di dire – magari con parole chiare – come trasformerà tutti i contratti a tempo determinato in indeterminato, come incentiverà le imprese ad assumere e con quali soldi sgraverà il loro carico fiscale.
Quanto alla Legge 107/2015, croce e delizia del personale della scuola e dell’utenza, non basta dire che una volta al governo del Paese (semmai ci arriverà l’aspirante premier ed il suo Movimento!) la eliminerà. Affermare che si metterà mano alla chiamata diretta, al bonus merito, agli ambiti territoriali e che le assunzioni saranno attuate su scala nazionale non basta proprio! Anche perché abbiamo poco chiaro (ma forse è un nostro limite!) quale è la vision che il pentastellato Di Maio ha dei processi educativo-formativi e soprattutto quale scuola vorrebbe per le future generazioni.
Forse gli chiediamo troppo (sic!), anche perché ammesso che il M5S raggiunga un adeguato quorum elettorale, se vuole governare il Paese, sarà costretto a fare anche più di una coalizione obtorto collo con altre forze politiche, bisognerà vedere quale unità di intenti ci potranno essere su tutte queste materie!
Ma in campagna elettorale si sa bene che ciascuno dice la sua, anche sparandole grosse, pur di farsi notare, di essere citato, insomma di esserci. E vivaddio anche questa è politica, pur se di basso profilo!

Ciao, ti invito o a mettere "Mi piace" alla mia Pagina perché ho pensato che ti potrebbe fare piacere sostenerla. Riceverai aggiornamenti relativi alle novità e potrai interagire con altre persone su questa Pagina.