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Si sta affermando un modello di “terrorismo urbano” o di antistato, che appalesa ribellione e antagonismo sociale.

Uno studente 17enne è stato aggredito ferocemente a Napoli da una baby gang a caccia di emozioni forti o per dimostrare ad altri il loro potere; la vittima è stata ferita a coltellate sotto lo sguardo attonito di decine di passanti. Si sta affermando a Napoli, ma anche in altre parti d’Italia, un modello di “terrorismo urbano”, di antistato, che aggrega criminali più o meno baby e che appalesa ribellione e/o antagonismo sociale!
In buona sostanza, siamo in presenza di modelli e comportamenti ch si configurano come fattori destabilizzanti, vuoi che si tratti di trasgressioni leggere: dagli spray urticanti spruzzati in classe alle bombe carta gettate nel cortile strapieno di studenti in ricreazione, vuoi ch si arrivi a questo gravissimo fatto di sangue che non ha eguali per ferocia e determinazione, almeno per ora, e speriamo mai, che lascia sgomenti non solo per la gravità dell’episodio, ma ciò che questo episodio – assieme agli altri evocati, anche se meno gravi! – può rappresentare!
Di contro, e si tira un ben sospiro di sollievo, per certi versi, nelle scuole di Genova è scoppiata la battaglia del look, con divieto in parecchi istituti di indossare jeans strappati, mini-magliette anche d’inverno e pantaloni corti e infradito d’estate, ma vengono censurati anche i piercing ed i tatuaggi visibili; tutte trasgressioni che possono costare sanzioni pesanti fino all’allontanamento dal corso di studi.
Ma c’è qualche Ds che è arrivato a censurare anche i monili troppo vistosi ed i tagli di capelli bizzarri e l’uso del colore. Neanche a parlare dei cappucci delle felpe e dei berretti calati in testa fino in classe. Insomma, fuori della scuola i ragazzi possono fare quello che vogliono, ma dentro serve buon senso e rispetto non solo per le persone, ma anche per l’ambiente!
Qualche Ds e relativo CdI sono arrivati ad inserire queste disposizioni nel Regolamento d’istituto, giusto per avere una sponda formale alle sanzioni e/o ai rimbrotti pesanti, perché, a quanto pare, il sano buonsenso non basta più!

CERIPNEWS (La Redazione)

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