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Da Agrigento a Ragusa per commettere il furto “armati” di ogni tecnologia. 

Avevano provato già la notte della vigilia, così i titolari di un grosso supermercato hanno avvisato la Squadra Mobile che la notte successiva li ha aspettati e colti in flagranza.
In casa a San Giovanni Gemini un laboratorio per falsificare chiavi per casseforti. Un’abilità senza precedenti sul territorio ibleo. Rivenute anche micro-videocamere probabilmente utilizzate per filmare l’inserimento dei codici si sblocco da parte della vigilanza privata.

 

La Squadra Mobile – ha tratto in arresto per furto aggravato MAGGIO Gaetano, nato a Palermo in data 12.03.1956 e MAGGIO Alfonso, nato a San Giovanni Gemini (AG) in data 28.09.1989, entrambi residenti nell’agrigentino. Furto aggravato dall’aver usato un mezzo fraudolento, dall’essere travisati, dall’aver agito in tempo di notte ed ai danni di una cosa esposta alla pubblica fede.

La Squadra Mobile di Ragusa, il giorno di Natale, era stata informata dagli amministratori delegati di un grosso supermercato sito in Via Anfuso a Ragusa di un tentativo di furto ai danni della cassa continua della loro struttura avvenuto proprio la notte della vigilia.

Temendo il peggio, ovvero un furto da dover portare comunque a termine, gli investigatori consigliavano di distrarre l’incasso rispetto a quella cassa a favore di altro luogo più sicuro. Nel contempo però, gli uomini della Polizia di Stato predisponevano un mirato servizio di prevenzione o repressione dei reati in genere, prestando attenzione a quel supermercato.

Le somme custodite all’interno delle casse continue dei supermercati sono cospicue (circa 30.000 euro) pertanto non era difficile ipotizzare un ritorno dei malviventi. Nelle more veniva dato avvio ad un esame accurato delle immagini di videosorveglianza al fine di comprendere il modus operandi del malvivente, unico, fino a quel momento, catturato dai sistemi di sicurezza.

La notte di Natale, Maggio Gaetano, aveva aperto un primo sportello posto a protezione della cassa e poi, nonostante diversi tentativi non era riuscito ad aprire la cassaforte.

La notte tra il 25 ed il 26, i sospetti degli investigatori si dimostravano fondati difatti alle ore 5.00 circa, veniva notata un’auto mentre effettuava un giro di perlustrazione del supermercato. Dopo pochi secondi, neanche il tempo di intimare l’alt, il passeggero si recava di corsa verso la cassa, apriva il primo sportello, inseriva la combinazione e poi ancora con un’altra chiave lo sportello della cassaforte. Dopo aver aperto la cassaforte prelevava un sacchetto (sigillato dove viene custodito il denaro) e si allontanava velocemente. I poliziotti della Squadra Mobile nel contempo avevano già circondato l’autore del fatto che veniva subito neutralizzato ed ammanettato per il reato appena prima commesso. Un’altra pattuglia si metteva subito alla ricerca del complice a bordo dell’auto, ovvero di colui che aveva svolto le funzioni del c.d. palo. Maggio Gaetano, ovvero il padre, aveva ancora nell’orecchie gli auricolari e dal telefono cellulare è stato possibile constatare fosse al telefono con il figlio che doveva “coprirgli le spalle”.

Maggio Alfonso veniva bloccato poco distante dal luogo del delitto dopo un breve inseguimento.

La perquisizione effettuata ha permesso di acquisire ulteriori prove a carico dei due arrestati, difatti entrambi possedevano guanti, materiale per il travisamento e l’autore materiale del furto (Maggio Gaetano), era in possesso di due chiavi c.d. adulterine, utilizzate come mezzo fraudolento per perpetrare il furto.

Al fine di meglio ricostruire le fasi del reato, una pattuglia della Squadra Mobile si recava a San Giovanni Gemini (AG) per estendere la perquisizione alle abitazioni dei correi dove entrambi sono residenti. Effettivamente l’intuito investigativo permetteva di raccogliere altre prove, difatti a casa dei congiunti è stato scoperto un vero e proprio laboratorio per falsificazione o creazione ex novo di chiavi adulterine e di alcune micro-videocamere, probabilmente utilizzate per filmare l’inserimento dei codici di sicurezza delle casseforti da parte degli addetti ai prelievi per conto di un’agenzia di vigilanza.

Gli autori del furto hanno dimostrato di possedere una spiccata professionalità, astuzia e capacità criminale, pertanto il Sost. Procuratore della Repubblica di turno ha disposto la traduzione in carcere in attesa di giudizio.

La Squadra Mobile di Ragusa ha sottoposto a fotosegnalamento gli autori del reato grazie al lavoro della Polizia Scientifica e la loro successiva collocazione in carcere.

“La Polizia di Stato ha potuto assicurare alla giustizia due abilissimi ladri specializzati in apertura casseforti, il tutto grazie all’immediata segnalazione da parte dei titolari dell’esercizio commerciale. Senza una piena collaborazione del cittadino i risultati dell’ufficio investigativo provinciale – Squadra Mobile – sarebbero di sicuro inferiori. Lo spirito di abnegazione e professionalità degli investigatori risulta vincente quando sussiste un sicurezza partecipata. Fondamentale ancora una volta l’immediata segnalazione di un’anomalia così come accaduto giorni addietro in occasione di un tentato furto in provincia di Ragusa”.

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