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In questi giorni c’è fibrillazione tra i Dirigenti scolastici delle scuole toscane per una e-mail riservata da parte dell’USR toscano nella quale si chiede loro di segnalare eventuali situazioni di gravidanza da parte delle studentesse. All’invito, definito “imbarazzante” da parecchi Ds, l’Ufficio Scolastico Regionale ha chiarito che non c’era alcuna volontà di raccogliere informazioni sulla vita delle studentesse, ma solo conoscere in tempo eventuali situazioni di difficoltà permettendo così di intervenire in aiuto delle ragazze alle prese con gravidanze difficili, inaspettate o indesiderate.

In concreto, una circolare inopportuna, quanto banale: se il poco gradito “lieto evento” non c’è o finisce sul nascere con una pillola e/o aborto, e quindi con una assenza brevissima, e forse senza, la scuola che ne sa? Oppure l’indagine conoscitiva riguardava solo lo stato gravidico manifesto?

Tutta questa vicenda ha origini nel Veneto, quando lo scorso aprile, nel Trevigiano, due studentesse, una di 12 e l’altra di 13 anni, rimasero incinte, casi rari alla scuola media, meno alle superiori! In quel caso le due ragazzine decisero di portare avanti la gravidanza.
A Venezia l’USR ha chiesto informazioni alle scuole su assenze prolungate e/o abbandoni scolastici delle studentesse, proprio in relazione alla neonata trovata morta lo scorso 4 novembre all’Ecopatè di Musile di Piave, ma in modo tanto garbato che non ha determinato alcuna reazione negativa da parte dei Ds. La richiesta era conseguente all’indagine della Procura di Venezia per il ritrovamento di un corpicino senza vita nell’azienda che raccoglie i rifiuti in tutto il Nord Italia, Toscana compresa.

Sulla richiesta toscana, invece, il Miur vuole fare chiarezza e la Ministra ha espresso formale disappunto per le modalità ed il linguaggio usato nella e-mail, non nascondendo la sua irritazione, come si coglie nella sua dichiarazione:” Sono arrabbiata, ma andremo fino in fondo a questa storia, voglio conoscere tutti i passaggi. (…) Stiamo facendo delle verifiche ed ho chiesto una relazione scritta al dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana. (…) Voglio capire cosa è successo a monte di quella mail, come da un’inchiesta partita dal Veneto si arrivi a chiedere un accertamento così generico da parte dell’Ufficio Scolastico della Toscana. (…) In generale, e sempre in attesa delle verifiche, mi viene da pensare che non sia possibile commissionare un’indagine a chi non ha la competenza per farla e la scuola non ce l’ha. È un modo di procedere improprio e anomalo”.

Fin qui le dichiarazioni della Ministra; ma una cosa è certa: da parte delle scuole il controllo sulle assenze degli alunni, è atto dovuto e legittimo, doveroso e rituale anche per periodi di assenza molto brevi; a maggior ragione in caso di lungo periodo, senza però che per le studentesse debba ipotizzarsi, sempre e comunque, una “sospetta gravidanza”! (n.b.)

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