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“Maestranze”: una mostra ed un contenitore culturale, al Castello Aragonese di Comiso. Fino al 21 gennaio, l’antico maniero che fu dimora dei Conti Naselli, ospita “Maestranze”, omaggio all’artista comisano Biagio Brancato, morto nel 2002. 

In esposizione, nel piano nobile del castello medievale, alcune opere di Brancato e, nelle sale collegate, le opere di 42 artisti. Si tratta di artisti che hanno frequentato la Scuola d’Arte di Comiso (poi Istituto d’Arte e oggi Liceo artistico) o che semplicemente hanno avuto un contatto con la scuola che fu fucina di artisti e di artigiani d’eccellenza.

Espongono: Salvatore Anelli, Biagio Baglieri, Vittorio Balcone, Salvatore Barone, Angelo Buscema, Salvatore Canigiula, Enza Cantelli, Salvo Caruso, Salvo Catania, Gaetano Corallo, Salvatore Difranco, Giovanni Dinicola, Elia Giuseppe Atanasio, Clemente Fava, Franco Flaccavento, Luigi Galofaro, Gianfranco Giuffrida, Angelo Iemulo, Roberto Ingallinera, Kristo Neziraj, Giovanni La Cognata, Salvatore La Ferla, Elio Licata, Michele Licata, Natascia Lo Nigro, Rosario Lo Turco, Milena Pelligra, Ignazio Modica, Salvino Monaco, Emanuele Pace, Gaetano Palazzolo, Luigi Pero, Angelo Ricci, Govanni Robustelli, Fabio Romano, Raffaele Romano, Giuseppe Salafia, Giovanni Scalambrieri, Biagio Schembari, Gesualdo Spampinato, Rosario Tesauro, Mario Vitale. Oggi vivono in varie province italiane, in alcuni casi all’estero.

La mostra è organizzata dall’associazione culturale “Ippos” con il patrocinio del Comune di Comiso. «“Maestranze” – spiega il presidente Giambattista Novelli – è un titolo simbolico, metafora, che raccoglie tante attività; dal docente, al bidello, all’allievo, o semplicemente chi ha fatto solo le medie annesse all’Istituto d’Arte, divenendo, dopo, nella vita, un pregiato artigiano. O chi semplicemente ha sfiorato l’idea della scuola o liceo fino a realizzarsi come artista autodidatta affermato».

Il figlio di Brancato, Nené, ha ricordato il padre «appassionato cultore di tecniche artistiche varie, dalla pittura alla serigrafia, alla xilografia alla tempera, che tornava a scuola quasi ogni pomeriggio perché l’istituto era in cima alle sue preoccupazioni quotidiane. Se nostro padre fosse ancora fra noi sarebbe sicuramente orgoglioso del fatto che nella collettiva espongano tanti suoi ex studenti dell’Istituto che hanno saputo farsi un nome come artisti e con i quali egli fu sempre prodigo di consigli e incoraggiamenti».

Accanto alla mostra, sono stati organizzati anche alcuni eventi culturali: l’estemporanea di pittura della giovane artista Simona Cantelli, che ha dipinto a distanza, con un pennello lungo, realizzando la copia di un’opera di Brancato, la “Donna con gallo”. Il 12 gennaio sarà presentato il libro “L’acqua e lu pani” dello scrittore catanese Francesco Giuffrida. Inoltre, il giornalista Tiziano Toffolo cura una serie di appuntamenti culturali denominati “Incontri con l’Autore”. Il 6 gennaio, alle 18, Toffolo incontrerà l’attore Biagio Pelligra, noto volto del cinema e della fiction televisiva. Gli altri appuntamenti: il 12 gennaio, incontro con Simona Cantelli, il 19 gennaio, incontro con il gruppo dell’Antica Trasversale Sicula, i quattro “camminatori” (Peppe De Caro, Giuseppe Labisi, Claudio Lo Forte, Gaetano Melfi) che hanno percorso la Sicilia alla ricerca degli antichi tracciati viari di epoca romana, medievale e del periodo della dominazione araba.

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