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Secondo i dati Istat (Istituto Nazionale di Statistica) la disoccupazione giovanile sarebbe scesa al 32,7%, circa 7 punti percentuali meno dello scorso anno; la disoccupazione in generale, invece, avrebbe perso meno di 1 punto percentuale.

“A novembre il numero di occupati ha raggiunto il livello più alto da 40 anni”, sostiene il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni con un post su Twitter, “e scende anche la disoccupazione giovanile. Si può e si deve fare ancora meglio. Servono più che mai impegno e serietà, non certo una girandola di illusioni”.

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E mentre Matteo Renzi, segretario del Partito Democratico (PD), parla di “risultato storico” ponendo in evidenza come “da febbraio 2014 a novembre 2017 l’Italia ha recuperato più di un milione di posti di lavoro: 1.029.000 per la precisione”, dal fronte opposizione il Movimento 5 Stelle ci tiene affinché non passino messaggi privi di elementi sicuramente rilevanti. “Il 90,5% dei nuovi occupati è stato assunto con un contratto precario. Nemmeno i dati sulla disoccupazione giovanile, che a prima vista potrebbero sembrare positivi, lo sono. Il calo della disoccupazione, infatti, è dovuto all‘aumento degli inattivi e all’emigrazione all’estero dei nostri giovani. Nel primo caso si tratta di 36 mila 15-24enni che hanno smesso di cercare lavoro perché scoraggiati e nel secondo caso migliaia di studenti formati dalle nostre scuole e università che sono fuggiti dall’Italia mettendo i loro cervelli a disposizione di altri Paesi”, questo è quanto sostengono i portavoce del Movimento 5 Stelle.

 

 

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