Annunciate le priorità di lavoro per la Commissione UE nel 2018

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Finite le feste, i Commissari dell’Unione europea fanno il punto su quanto è stato fatto nell’ultimo anno e pianificano il lavoro e le azioni da attuare per i prossimi 17 mesi, tempo che li separa dalla fine del mandato nel maggio 2019.
Nella prima riunione dell’anno, tenutasi il 10 gennaio 2018, il Collegio dei Commissari ha delineato quali sono le priorità per quest’anno. La Commissione, nei prossimi mesi, vuole realizzare la riforma dell’Unione economica e monetaria, garantire la sicurezza delle frontiere dell’UE, rivedere il sistema di asilo, ripristinare Shengen, completare il Mercato unico digitale e avvicinare i Balcani occidentali all’Unione. Obiettivi importanti, ma sono solo alcuni temi degli 89 fascicoli che erano sul tavolo dei Commissari, fra questi 29 sono già stati chiusi mentre nella riunione si è discusso come fare per chiudere i rimanenti entro il maggio 2019.
L’obiettivo è quello di integrare le nuove iniziative del 2018 con la tabella di marcia stilata lo scorso settembre per rendere l’Unione più unita, più forte e più democratica. Le strade per arrivare a questo risultato sono di rendere l’Europa in grado di rispondere alle nuove sfide in maniera rapida e incisiva, capace di cogliere al meglio le opportunità che si presentano ma soprattutto che di renderla più equa. L’approccio richiesto dal Presidente Jean Claude Juncker è di un metodo di lavoro equilibrato, dove si rispetti il principio di sussidiarietà e proporzionalità e che punti a “fare meno in modo più efficiente”. Per questo il Presidente della Commissione ha istituito già lo scorso novembre una task force per formulare delle raccomandazioni sul modo migliore per applicare i suddetti principi, individuando i settori per i quali la competenza potrebbe essere nuovamente delegata o ritornare in via definitiva agli Stati membri, nonché modalità per coinvolgere maggiormente gli enti locali e regionali nella definizione e nell’attuazione delle politiche dell’UE.
Le sfide sono tante e i progetti ambiziosi ma come sempre con una buona pianificazione sembra tutto più fattibile. I presupposti per un’Europa più forte e più equa ci sono tutti, ora non resta che mettersi al lavoro.