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Mercoledì 31 gennaio cento giovani provenienti da tutta l’Unione europea sono stati invitati a Bruxelles dal Commissario europeo per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, Tibor Navracsics, per presentare idee concrete sul futuro dell’Europa.

Il dibattito ha rappresentato l’evento di chiusura del progetto “Una nuova narrativa per l’Europa” e ha raccolto i risultati delle discussioni che hanno avuto luogo tra i giovani nel corso degli ultimi due anni. L’iniziativa, infatti, era stata avviata, con il sostegno del Parlamento europeo, come progetto pilota tra il 2013 e il 2014, riuscendo a dare voce alle comunità artistiche, culturali, scientifiche ed intellettuali, affinché il grande pubblico potesse avvicinarsi al progetto d’integrazione europea attraverso le arti e le scienze. Nel 2015 è stata trasformata in azione preparatoria, concentrandosi in particolare sul coinvolgimento di giovani impegnati a riflettere su cosa dovrebbe essere il racconto europeo. Attraverso una serie di dibattiti avvenuti in tutto il continente, il progetto ha raggiunto più di 62 mila cittadini che hanno infine elaborato dodici proposte concrete sul futuro dell’Europa, dimostrando come essa non sia solo una questione di crescita economica, ma anche di unità culturale e valori comuni inseriti in una realtà globalizzata estremamente composita.

Il Commissario europeo Navracsics si è dimostrato entusiasta della possibilità di discutere con i partecipanti del loro punto di vista, per poter tenere conto delle loro priorità: “Vedere i giovani così impegnati e ascoltare le loro idee innovative mi riempie di ottimismo circa il futuro dell’Europa. Esaminerò le raccomandazioni della Nuova narrativa per l’Europa con la massima attenzione. Ma questa non è la tappa finale del processo: i giovani devono essere al centro del dibattito sul futuro dell’Europa, ed è per questo che auspico che queste riflessioni proseguano.”

Le proposte dei giovani europei giungono in concomitanza con i risultati di una nuova indagine dell’Eurobarometro, secondo cui negli ultimi anni è aumentato il coinvolgimento dei giovani nelle attività politiche e sociali. Lo studio, infatti, coinvolge circa 11 mila cittadini europei di età compresa tra i 15 e i 30 anni e dimostra che essi concordano sulla necessità di promuovere il pensiero critico per contrastare il fenomeno delle false notizie, di favorire l’accesso alle informazioni su come muoversi e vivere all’estero, e di promuovere il cambiamento di abitudini tramite iniziative ecocompatibili quali i trasporti sostenibili o i sistemi di riciclaggio in tutta Europa. È inoltre emerso che più della metà degli intervistati considera l’istruzione e le competenze le priorità principali di cui l’Ue dovrebbe occuparsi, seguite dalla protezione dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici e infine dall’occupazione, dalla gestione dei flussi migratori e dall’integrazione dei rifugiati. I giovani europei sono inoltri risultati più attivi rispetto all’indagine effettuata nel 2014: circa un terzo, infatti, ha partecipato ad attività di volontariato negli ultimi 12 mesi, più della metà è attiva in associazioni sportive e giovanili o in ONG locali e quasi due terzi hanno votato in una consultazione elettorale negli ultimi tre anni.

Con il dibattito sul futuro dell’Europa in pieno svolgimento, l’istruzione e i giovani sono dunque al vertice dell’agenda politica dell’Unione. I capi di Stato e di governo hanno recentemente affrontato queste tematiche durante il vertice sociale di Göteborg del 17 novembre, in cui è stato definito il piano della Commissione su come creare uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025, poiché è nell’interesse comune di tutti gli Stati membri sfruttare appieno il potenziale dell’istruzione e della cultura come motore per la creazione di posti di lavoro, la crescita economica e la giustizia sociale, nonché come mezzo per fare esperienza dell’identità europea nella sua diversità.

La partecipazione dei giovani nella società e nella vita democratica è costantemente sostenuta dall’Ue mediante una serie di strumenti in grado di favorire l’aggregazione dei giovani e incoraggiarli a esprimere la propria opinione, promuovendo la comprensione reciproca e la condivisione di valori europei comuni. Esemplare è il caso del programma Erasmus+ che, con un budget di 14,7 miliardi di euro, garantisce a oltre quattro milioni di giovani europei la possibilità di studiare all’estero, o quello del Corpo europeo di solidarietà, che propone esperienze di volontariato a livello internazionale. Anche la strategia dell’Ue per la gioventù presenta una forte connotazione partecipativa, grazie a un processo di dialogo strutturato che coinvolge i giovani in scambi e consultazioni in tutta Europa.

Le raccomandazioni formulate oggi confluiranno nei futuri lavori della Commissione sulle politiche per l’istruzione, la cultura e i giovani, che saranno presentati in primavera nel contesto di una nuova strategia europea per la gioventù, finalizzata a raggiungere un pubblico più ampio ed eterogeneo.

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