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Nuovo codice antimafia: domani ore 16 seminario alla Cgil Palermo, “per verificare lo stato di attuazione”. Partecipano, tra gli altri, Luciano Silvestri, dipartimento Legalità Cgil nazionale e Costantino Visconti, Dems, Unipa

“Dalla legge di iniziativa popolare al nuovo Codice Antimafia”. Domani, alle ore 16, presso la sala Garibaldi Bosco della Cgil Palermo, in via Meli 1, si terrà un seminario sulla legge 161/2017, che ha modificato il codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. Un testo che aggiorna l’intuizione di Pio la Torre sulla sottrazione dei proventi illeciti alla mafia e che ingloba, in diverse parti, il disegno di legge d’iniziativa popolare “Io riattivo il lavoro”, per il quale la Cgil, insieme a Libera, Arci, Centro Pio La Torre e altre associazioni, ha raccolto le firme.

Coordina il seminario – aperto a tutti – Mimma Argurio, della segreteria regionale Cgil Sicilia. Intervengono: Mario Ridulfo, segretario Cgil Palermo, Dino Paternostro, responsabile Dipartimento Legalità Cgil Palermo, Luciano Silvestri, responsabile Legalità Cgil nazionale, Riccardo Polizzi, responsabile cda Calcestruzzi Belice, Costantino Visconti, ordinario di Diritto penale (Dems) Università di Palermo. Conclude Enzo Campo, segretario generale Cgil Palermo.

Al seminario, davanti al Report aggiornato sui dati dei sequestri e delle confische in provincia di Palermo e in alcuni comuni significativi, il sindacato si interrogherà sui risultati della riforma. “Il seminario ha lo scopo non solo di informare e formare la platea dei dirigenti sindacali ma anche di sviluppare una discussione sulle criticità nella gestione dei beni confiscati, su cui ogni giorno ci misuriamo”, dichiara Mario Ridulfo.

“La legge che abbiamo sostenuto – aggiunge Ridulfo- è comunque un passo avanti, dà degli strumenti in più, come il fondo di rotazione che consente alle aziende di superare le difficoltà di accesso al credito e il tavolo in prefettura. Faremo il punto anche sulle criticità che permangono. A distanza di mesi dall’approvazione della nuova norma, alcuni problemi non sono venuti meno. Restano i limiti dell’Agenzia, rispetto alla forza lavoro in campo e alle nuove competenze che la legge le assegna per le confische, e la questione del depotenziamento della sede di Palermo, non secondaria. Proprio a Palermo si concentra il numero più alto di confische, il 43 per cento. E continua a esserci una percentuale altissima, il 90 per cento, di confische che si concludono in chiusura di aziende”.

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