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Le idee ci sono;  quella che manca, troppo spesso, è la volontà di attuarle rendendo loro una “forma” concreta.

Con un’interrogazione presentata dal M5S, prima firmataria Stefania Campo, il gruppo parlamentare dei Cinquestelle all’Ars chiede di conoscere lo stato di avanzamento del progetto della “Banca della Terra” in Sicilia. Creata con una legge regionale 4 anni fa, sbandierata ai quattro venti dall’allora Governo Crocetta, l’istituto è rimasto lettera morta. Eppure rappresenta un’opportunità per i giovani siciliani. La banca della Terra si propone, infatti, di valorizzare il patrimonio agricolo forestale pubblico, privato, incolto e abbandonato, e porre un freno all’emigrazione giovanile, allo spopolamento dei piccoli centri e di vaste aree dell’entroterra siciliano e non, e favorire il ricambio generazionale in agricoltura in una terra la Sicilia dove, secondo i dati Eurostat, il tasso di disoccupazione giovanile, nel 2017, è schizzato al 57,2 percento. A quattro anni dall’entrata in vigore della legge regionale, però, la misura sembra scomparsa dai radar; e nei siti istituzionali della Regione siciliana (assessorato all’Agricoltura) non c’è nulla e nelle sezioni predisposte a fornire informazioni compaiono diciture come questa: “in questa sezione verranno elencati e descritti i beni assegnati a seguito di bando e/o manifestazione d’interesse e i dati relativi alle concessioni. Non sono state rilasciate concessioni di beni poiché non sono stati ancora emanati bandi che saranno predisposti in seguito alle valutazioni da parte del tavolo tecnico per l’attuazione delle procedure di inserimento dei beni nell’albo denominato ‘Banca della terra di Sicilia’ nonché delle procedure di evidenza pubblica per la concessione dei predetti beni, istituito con DDG. n. 7518 del 6/12/2016”.

“Tra le proposte contenute nella sezione ‘Agricoltura’ del programma elettorale del M5S – dice la capogruppo del M5S all’Ars Valentina Zafarana – ci sono misure di contrasto all’emigrazione giovanile per il recupero dei terreni agricoli abbandonati o in disuso, che attraverso l’attuazione della ‘Banca della Terra’ possono dare slancio all’economia siciliana, creando nuova occupazione, e rappresentare un volano di sviluppo per l’economia della Sicilia, soprattutto in aree rurali svantaggiate, e a rischio spopolamento”. “Con questa interrogazione – aggiunge la deputata regionale del M5S, Stefania Campo – chiediamo di conoscere tempi e modalità di attuazione della normativa. Vogliamo sapere quando verranno rese disponibili le informazioni riguardanti bandi, i beni disponibili e i beni concessi nell’ambito del medesimo progetto, sul sito istituzionale dell’assessorato regionale dell’Agricoltura. È inammissibile che dopo 4 anni non siano ancora stati pubblicati gli avvisi. Ma non ci stupisce dal momento che il precedente Governo è andato avanti a furia di spot e slogan da campagna elettorale”. Per la deputata regionale del M5S Valentina Palmeri, componente della commissione Ambiente dell’Ars, è opportuno che “l’assessore Bandiera solleciti al più presto una ricognizione, anche eventualmente attraverso la costituzione di una apposita task force, di tutte le terre da mettere a disposizione per questa importante legge affinché non rimanga lettera morta, sollecitando l’ESA, i consorzi di bonifica, il dipartimento dello Sviluppo rurale, i privati cittadini e tutti gli enti previsti dalla legge, a mettere a disposizione urgentemente le proprie terre disponibili e i propri dati, ne va del futuro di molti giovani imprenditori”. 

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