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 “L’ennesimo nulla di fatto sul piano di rilancio del polo industriale di Termini Imerese preoccupa e impone alla politica una riflessione: c’è una intera comunità messa in ginocchio dalla chiusura dello stabilimento ex Fca, che Blutec ha riaperto a maggio 2016, senza però rispettare la tempistica definita nel 2014. Gli operai hanno atteso fin troppo, la comunità di Termini Imerese è stanca di aspettare i tempi della politica, non può e non deve aspettare quelli della campagna elettorale”. Lo dicono il capogruppo del M5S Valentina Zafarana e il deputato regionale Luigi Sunseri, che chiedono la convocazione di un’audizione urgente in commissione Attività produttive dell’Ars, con l’ad di Blutec Domenico Di Cursi, i sindacati, i vertici di Invitalia, il presidente della Regione Nello Musumeci, l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano e il sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta sullo stato di avanzamento del progetto di rilancio del polo termitano.
“Malgrado ingenti fondi pubblici messi a disposizioni da Invitalia, la strada verso la piena occupazione degli operai ex Fca e dell’indotto, molti dei quali sono stati licenziati e non hanno alcun tipo di tutela, è lastricata di dubbi- proseguono -. La politica deve assumersi le proprie responsabilità. Questa è una vertenza che si trascina da più di 14 anni. L’ipotesi di riunire il tavolo ministeriale in fabbrica dopo le elezioni suona come una presa in giro, perché non prima di fine marzo ci sarà, sempre che si riuscirà a formare un nuovo Governo, un interlocutore ministeriale valido. Chiediamo di affrontare all’ARS la questione subito. A Musumeci ricordiamo che ha aperto la campagna elettorale per le regionali proprio a Termini Imerese. Eppure ieri al Mise proprio il Governo regionale era latitante”. “Finora – concludono – non è stato fatto nulla per incalzare Blutec alle proprie responsabilità. Solo uno dei due progetti ha avuto l’ok di Invitalia. Del secondo, che vale oltre 190 milioni di euro, non si sa nulla, aleggiano solo dubbi e incertezze, eppure è sempre stato sbandierato come il solo capace di assicurare la piena occupazione, riportando in fabbrica tutti gli ex dipendenti di Fca e dell’indotto”.

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