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Edili, domani 22 febbraio ore 16 manifestazione a Piazza Pretoria. I sindacati chiedono lo sblocco delle opere pubbliche. In mattinata assemblea presso la sede di Italcementi a Isola a rischio chiusura

I lavoratori edili di Feneal, Filca e Fillea manifestano domani alle ore 16, a piazza Pretoria, per chiedere lo sblocco dei lavori pubblici del Comune e dell’area metropolitana, in particolare delle opere che riguardano le strade secondarie. I sindacati chiedono inoltre al Comune l’inserimento delle clausole sociali nei capitolati d’appalto per i lavoratori svantaggiati e norme di contrasto al lavoro nero e all’elusione contributiva e previdenziale e dei contratti di lavoro.

Inoltre, sempre domani, dalle 9 alle 11, si terrà un’assemblea alla Italcementi di Isola delle Femmine per chiedere il rinnovo della concessione della cava. L’azienda ha annunciato infatti che se non interverrà lo sblocco del piano delle concessioni della Regione per l’utilizzo della cava di Carini (l’autorizzazione è attesa dal 2016) il 23 marzo sarà chiuso lo stabilimento.

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La crisi che persiste nel settore dell’edilizia e l’emergenza occupazione sono al centro delle preoccupazioni di Feneal, Filca e Fillea. I tre segretari provinciali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Ignazio Baudo, Paolo D’Anca e Francesco Piastra hanno stilato una piattaforma che contiene le loro richieste per dare nuovo impulso al settore delle costruzioni. Tra queste c’è l’aggiornamento del monitoraggio sulle opere previste dal Patto per Palermo e dal Piano annuale delle Opere pubbliche e del bando sulla ristrutturazione degli immobili ricadenti nel centro storico.

I sindacati chiedono inoltre la previsione nei capitolati d’appalto di norme a tutela dei lavoratori svantaggiati. “Nel caso di ricorso all’appalto che preveda l’aggiudicazione economicamente più vantaggiosa, la richiesta è – spiegano Ignazio Baudo, Paolo D’Anca e Francesco Piastra – di prevedere l’attribuzione di punti alle aziende che si impegnano ad assumere i lavoratori svantaggiati”.

Nel procedere alle assunzioni l’impresa aggiudicataria si impegna ad assumere almeno il 50 per cento della manodopera tra i lavoratori svantaggiati, da individuare sulla base di uno dei criteri di seguito indicati: soggetti beneficiari della REI (reddito d’inclusione), segnalati dal centro per l’impiego del territorio; soggetti con problematiche lavorative (perdita o soppressione del posto di lavoro, difficoltà di reinserimento lavorativo, esaurimento strumenti sostegno a reddito vulnerabilità sociale) segnalati dai centri per l’impiego del territorio, per i quali sia attivabile la procedura prevista per l’Asdi (assegno sociale di disoccupazione) o che in atto percepiscono l’Asdi. E ancora: soggetti disoccupati, percettori o meno di ammortizzatori sociali con almeno 500 ore versate a titolo di oneri contributivi presso la cassa edile di Palermo o Edil cassa e che abbiano svolto la formazione per la sicurezza presso gli enti bilaterali.

Per il contrasto al lavoro nero, i sindacati chiedono al Comune di Palermo di notificare preliminarmente alla Cassa edile e all’Edil Cassa l’apertura dei cantieri, indicando le tipologie dei lavori, nonché di prevedere nel capitolato d’appalto l’obbligatorietà del Documento unico di regolarità contributiva (Durc) comprensivo della congruità della manodopera prevista, da stabilire ricorrendo ai dati forniti dalla Cassa edile e dalla Edil Cassa. Contrattazione d’anticipo: si chiede che venga prevista nei capitolati d’appalto di importo pari o superiori a un milione di euro, dopo l’aggiudicazione definitiva e prima della stipula del contratto.

“Per quanto riguarda l’inserimento delle clausole di salvaguardia occupazionale negli appalti dei servizi – aggiungono Baudo , D’Anca e Piastra – chiediamo che il Comune di Palermo inserisca nei capitolati d’appalto la clausola di salvaguardia occupazionale in caso di cambio appalto, prevedendo il mantenimento dei livelli occupazionali già impiegati nell’appalto, e la clausola di mantenimento dei diritti acquisiti, compreso il mantenimento della normativa pre-Jobs Act in materia di licenziamenti”.

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