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di Ninni Bonacasa

Fedeli: Soluzioni dopo il parere dell’Avvocatura e rinviate al nuovo governo del Paese – Di Meglio: Un pasticcio creato dal Miur che la politica deve risolvere!

La Ministra Valeria Fedeli ha pubblicato una lettera aperta indirizzata alle/ai diplomati magistrali in situazione di grossa precarietà a seguito della decisione assunta in Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 11/2017.
Nella lettera, in nome di una dichiara apertura al dialogo con tutti, in sostanza si contesta chi è sceso in piazza temendo per il proprio lavoro, “mettendo al centro le nostre studentesse e i nostri studenti, alle quali e ai quali dobbiamo garantire un’istruzione di qualità. A partire dalla continuità didattica”.

In pieno clima elettorale, e senza garanzia alcuna sulla continuità di questo Esecutivo, la Ministra azzarda, con molta disinvoltura, che non ci sarà alcun licenziamento, e quindi suggerisce di non creare allarmismo ingiustificato.
L’obiettivo di questo Governo a termine sarebbe quello di definire interventi che risolvano la questione in maniera definitiva, una volta per tutte – almeno secondo la Ministra in scadenza – ed è certa che la decisione assunta in Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato non avrà effetti immediati su tutte le situazioni giuridiche soggettive dei diplomati magistrali o dei contro interessati; semmai, ha la funzione di assicurare che i giudici amministrativi interpretino in maniera uniforme la normativa, in occasione delle future sentenze e tenuto conto che in passato vi erano stati diversi orientamenti giurisprudenziali.

La Ministra precisa anche che la sentenza n. 11/2017 del Consiglio di Stato riguarda i diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro il 2001/2002, che non risultavano inseriti nelle Graduatorie permanenti all’atto della loro trasformazione in Graduatorie ad esaurimento nel 2007 e che recentemente hanno proposto ricorsi per ottenere comunque l’inserimento nelle citate GaE. Il Consiglio di Stato ha deciso, con la sentenza pubblicata il 20 dicembre, che tale richiesta tardiva di inserimento nelle GaE non ha fondamento giuridico.

Diversa, scrive ancora la Fedeli, è la questione per diplomati magistrali, già di ruolo o ancora oggi iscritti nelle GAE, che risultavano già iscritti nelle Graduatorie permanenti nel momento in cui la legge n. 296/2006 le ha trasformate in Graduatorie ad esaurimento: su di loro la sentenza non ha alcun impatto.
Solo dopo la risposta da parte dell’Avvocatura Generale dello Stato sul parere richiesto, il Miur promette di trovare con serietà ed equilibrio le giuste soluzioni, al pari di quelle trovate con il decreto n. 59/2017 che coinvolgevano i docenti della scuola secondaria ed auspica una soluzione anche per l’infanzia e per la primaria, che tenga conto della specificità di questi gradi di istruzione.

Fin qui, in sintesi, ciò che dice la Ministra, anzi che non dice, è che non si tratta di mere questioni tecniche, ma di questioni politiche ad alto livello che solo il nuovo Parlamento potrà, se lo vorrà, definire con pienezza! Che si tratti di un pasticcio che solo la politica deve risolvere ne è certo Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che afferma:”Si tratta di un pasticcio cerato dal Ministero dell’Istruzione che sull’ingresso nelle GaE ha varato norme confuse interpretate poi in modi contrastanti dalla Magistratura. Adesso è compito della politica risolvere il problema. Tra l’altro – continua Di Meglio – bisognerà teere copnto di tutti quei precari che hanno conseguito un diritto alla stabilizzazione in base alle norme europee avendo superato i 36 mesi di servizio; di conseguenza, occorre salvaguardare tutte le posizioni evidentando licenziamenti di massa ed inutili guerre tra insegnanti”. (n.b.)

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