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Lo statuto dell’IRCAC prevede anche che “per le operazioni di credito di esercizio e di credito a medio termine (con esclusione del credito a medio termine per la capitalizzazione societaria) che le società intratterranno con le banche, l’IRCAC può intervenire per l’abbattimento del tasso di interesse”. Molte sono le banche siciliane che si sono convenzionate con l’IRCAC.

Ma quante sono le imprese siciliane che hanno goduto di queste agevolazioni?

A rispondere a questa domanda è Steni Di Piazza, Candidato al Senato collegio 01 Sicilia M5S, chiedendosi perché l’IRCAC abbia sempre privilegiato l’affidamento diretto alle cooperative siciliane anziché fare ricorso, senza costi,  alle banche presenti sul  territorio, che avrebbero potuto istruire  i finanziamenti secondo la corretta normativa sul credito.

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«Quante sofferenze si sarebbero potuto evitare con questa semplice operazione? – chiede Steni Di Piazza -. E quante imprese siciliane si sarebbero potuto aiutare se i 220 milioni di euro andati a 500 cooperative fossero stati utilizzati per l’abbattimento degli interessi? Ve lo dico io: “almeno un numero superiore di 20 volte tanto”. Diecimila cooperative sociali, di produzione, di lavoro, turismo, innovazione tecnologica e tanto altro, avrebbero potuto quasi azzerare gli oneri finanziari dal proprio conto economico e, quindi, avere maggiore possibilità di sopravvivenza. Bastava “semplicemente” che l’IRCAC incrementasse meglio le convenzioni, già esistenti con le banche. Esiste anche la “buona” finanza, basta semplicemente avere a cuore il “bene comune” e affidarsi alle persone giuste».

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