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L’europarlamentare Ignazio Corrao. “E’ ora di far conoscere ai siciliani quante sanzioni pagano giornalmente all’UE”

“Le scellerate politiche sulla gestione dei rifiuti, sulla depurazione delle acque, sul precariato e sull’inquinamento hanno approfittato del fatto che i cittadini siciliani non hanno mai saputo quanto stessero pagando per le infrazioni comminate dall’Europa. E’ ora che i siciliani sappiano quanto costano loro le scelte sbagliate della politica. La Commissione Europea renda note le cifre che i cittadini di ogni singolo comune pagano per le infrazioni delle discariche pericolose”.

 A chiedere contezza del costo che grava sui cittadini di ciascun Ente  nel quale ricade una discarica pericolosa, un depuratore malfunzionante o addirittura inesistente, un territorio inquinato irrimediabilmente è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle che chiede ufficialmente alla Commissione Europea il totale e la ripartizione finanziaria delle infrazioni che nel corso degli anni hanno continuato a violare la normativa Ue.

“La Commissione Ue – spiega Corrao – con la Comunicazione C(2017) 8720 ha aggiornato i dati utilizzati per il calcolo delle somme forfettarie e delle penalità che la stessa propone alla Corte di giustizia nell’ambito dei procedimenti d’infrazione. Per l’Italia la somma forfettaria minima d’infrazione è stata portata a 8.715.000 di euro, mentre l’importo di base per calcolare la sanzione forfettaria sale da 680 euro a 700 euro giornalieri. Per questo ritengo sia opportuno che i cittadini siciliani vengano a conoscenza di quanto debito grava sul comune o regione di appartenenza per effetto di tali gravi violazioni del diritto comunitario. Soltanto con le cifre nero su bianco, i cittadini avranno la possibilità di farsi un’idea su chi e come amministra e governa. Per questa ragione – conclude Corrao – ho chiesto all’esecutivo europeo l’esatto ammontare totale delle infrazioni ricadenti sul territorio della Sicilia, la lista degli enti locali siciliani coinvolti nelle infrazioni. Dopo la Sicilia il lavoro proseguirà per tutte le altre regioni italiane”.

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